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sabato, 20 Luglio 2024

E menomale che erano eroi: agli infermieri in Piemonte aumentano lo stipendio di 1 euro!

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

“Eroi negli ampollosi elogi dei politici, sui social e nelle dirette Tv, ma fantasmi sacrificabili e sempre sacrificati nei bilanci e nelle pastoie della politica”: non c’è denuncia più chiara di queste parole del sindacato piemontese degli infermieri Nursing Up di fronte al fatto che l’aumento in busta paga per i lavoratori impegnati nella lotta al Coronavirus è di solo 1 euro. 

“Accade che molte delle aziende sanitarie piemontesi hanno provveduto a calcolare le indennità da retribuire a infermieri e professionisti che operano nelle aree sub intensive e critiche, sostituendo l’indennità propria di quel ruolo (appunto quella per la sub intensiva e area critica) con l’indennità per le malattie infettive. Si tratta appunto di coloro che operano a contatto con i pazienti Covid. Ciò che cosa ha generato? Un aumento ridicolo di 1 euro al giorno! Un euro al giorno! Ma cos’è, una sorta di elemosina?” spiega il segretario Claudio Delli Carri, aggiungendo anche come con la Regione Piemonte gli accordi per gli incentivi per la categoria siano ancora solo a parole, ma non c’è nessuna firma.

“La Regione Piemonte prosegue negli annunci, con cifre per fare titoli sui giornali, ma ancora non ha dato seguito alla concretezza di quelli che sono i sacrosanti incentivi a cui hanno diritto gli infermieri e i professionisti della sanità, i quali invece ogni giorno hanno rischiato la vita, e in taluni casi l’hanno persa, in quella che da troppi politici seduti dietro a una scrivania è stata descritta come una battaglia, ma che per noi è stata ed è invece la difficilissima quotidianità di lotta al Covid 19. In altre regioni, pensiamo alla Toscana, l’accordo sugli incentivi è stato firmato al 7 di aprile. Qua, ultima regione in Italia, siamo al 15 maggio e nessun accordo è stato sottoscritto. Ma stiamo scherzando? Ci stanno prendendo in giro?”, sottolinea Delli Carri. 

“Siamo davvero molto stanchi della superficialità, del pressapochismo, della scarsa conoscenza della materia contrattuale, con la quale siamo costretti a confrontarci per ottenere ciò che in altre regioni e per legge ci spetta. – aggiungono ancora dal sindacato – E’ ora di dire basta a una Regione incapace di giungere al dunque, sempre disattenta e imprecisa sugli accordi con i lavoratori per le indennità. Qui non stiamo parlando di “elemosine” ma di diritti e dignità di chi è in prima linea tutti i giorni a rischio della propria incolumità. Che il Piemonte sia l’ultima regione del Paese a non avere ancora definito alcun ché di concreto per la nostra categoria è inaccettabile”.

Insomma, una chiara richiesta di meno elogi a parole e di azioni concrete: “Siamo stufi di essere incensati a parole e non considerati nei fatti. incentivi che ci spettano, e che ci venga ribadito sempre che tratta di interventi un “una tantum”, è inaccettabile. E, si badi bene, noi non esortiamo, non chiediamo, ma esigiamo che chi deve prendere determinate decisioni sia preparato, competente e lavori: faccia insomma il suo dovere. Il Piemonte è l’ultima regione a dover ancora concretizzare tutto ciò: è questo il modo di trattare chi ha salvato centinaia di vite mettendo a repentaglio la propria?”, conclude Delli Carri.

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