Qualcosa non funziona a Palazzo di Città, per quanto riguarda la trasparenza, uno dei pilastri, secondo la propaganda dei Cinque Stelle, dell’amministrazione targata Chiara Appendino. Questo è quanto emerge dalle parole dell’opposizione.
«La casa di vetro ha un vetro molto opaco», denuncia il capogruppo del Partito Democratico in Sala Rossa Stefano Lo Russo, il quale, come spiega, ha scritto a sindaca e ai dirigenti comunali responsabili dell’anticorruzione e della trasparenza per raccontare quanto accaduto.
«Nella lettera evidenzio che mi è preclusa, anche con l’utilizzo delle mie credenziali informatiche personali (username e password), la possibilità di accedere alla stragrande maggioranza delle determinazioni dirigenziali. Sebbene presenti nella banca dati del Comune, mi vengono infatti rese inaccessibili oppure non vengono neanche caricate e quindi non c’è modo di conoscerne neanche l’esistenza». Lo Russo ha scoperto che non sono accessibili neppure gli allegati delle delibere della Giunta
«La Legge dello Stato attribuisce ai consiglieri comunali i compiti di controllo sugli atti dell’amministrazione al fine di poter verificare se le cose che vengono fatte sono corrette o no. E la legge lo fa nell’interesse del cittadino che, giustamente, deve sapere come lavora l’amministrazione».
Aggiunge l’esponente Dem: «Nella Torino grillina, quella dell’innovazione tecnologica, quella smart, quella dei droni volanti questo semplicissimo controllo banalmente non può avvenire. Le pareti di vetro declamate in lungo e in largo dal M5S sono piuttosto opache e si fatica a guardare dentro. Ma cosa ci sarà mai da nascondere?».
«Impedire di fatto l’accesso agli atti ai consiglieri comunali configura una gravissima lesione dei principi di trasparenza amministrativa e, anche per questa ragione, ho ritenuto di far conoscere la segnalazione e la richiesta di intervento anche al Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone», conclude Lo Russo.







