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sabato, 20 Luglio 2024

Costigliole d'Asti, test del dna per sapere se i resti ritrovati sono di Elena Ceste

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Solo il dna potrà dire se i resti ritrovati nella giornata di ieri il località Chiappa, Isola d’Asti, appartengono davvero ad Elena Ceste, scomparsa lo scorso gennaio.
Già perché da quell’insieme di ossa in avanzato stato di decomposizione non è stato possibile sapere nulla di più, nemmeno se si trattasse di una donna o di un uomo nè che cosa gli sia successo. Così da ieri mattina i riflettori si sono riaccesi sul giallo della mamma di Costigliole d’Asti.
E c’è chi sostiene che non sia solo una coincidenza che quei poveri resti siano stati scoperti a un chilometro dalla casa in cui abitava la donna. Tanto vicino ma tanto inaccessibile visto che il corpo si trovava in un canale di scolo a margine di una proprietà privata di un contadino che poco dopo le 10.30 ha dato l’allarme facendo accorrere sul posto sommozzatori, carabinieri e anche il magistrato che indaga sulla scomparsa della Ceste, Laura Deodato.
Per arrivare al luogo del ritrovamento bisogna percorrere una strada sterrata di campagna fino a dove un tempo passava la ferrovia Asti-Alba e dove ormai i binari sono nascosti dalle sterpaglie. Una zona, dunque, che in pochi praticano: il che lascia adito alle ipotesi peggiori come quella di un omicidio con un assassino che si sarebbe poi sbarazzato del corpo.
Chi ieri si trovava lì bastava che alzasse la testa e guardasse verso destra per scorgere casa della Ceste, che si affaccia poco più in alto a Motta Costigliole. Ironia della sorte, però, alla stessa distanza viveva anche un imprenditore agricolo di 49 anni scomparso nel nulla poche settimane dopo Elena. E proprio i primi rilievi sul corpo lasciavano intendere che il cadavere appartenesse a una persona molto alta, più verosimilmente un uomo che una donna.
Una speranza a cui si appigliano i familiari e gli amici di Elena che ricordano anche come delle prime ricerche i cani molecolari fossero sempre andati in direzione contraria alla zona di Chioggia. Ma come detto solo dal test del dna si saprà veramente se quel corpo senza vita appartiene alla mamma di Costigliole.
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