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mercoledì, 27 Maggio 2020

Coronavirus, Grimaldi (LUV): “Nelle RSA contagiata quasi la metà dei pazienti. Dati forniti dalla Giunta Cirio incompleti”

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

“La Commissione Sanità odierna è stata l’imbarazzante cronaca di una tragedia annunciata e nelle ultime sedute di commissione e consiglio abbiamo perso tutto il nostro tempo sull’ipotesi degli screening sierologici, su cui la Giunta non aveva alcun dubbio, mentre da settimane crescevano le denunce di operatori, sindacati, dirigenti, parenti e noi continuavamo a chiedere alla Giunta numeri precisi sui contagi nelle Rsa, un piano di intervento giornaliero e soprattutto tamponi a tappeto su ospiti e dipendenti. Nel frattempo, gli operatori hanno lavorato per settimane senza le adeguate protezioni e i numeri dei decessi nelle residenze sono stati spaventosi” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, a seguito della seduta e commentando l’annuncio odierno della Regione sull’abbandono dell’ipotesi dei test sierologici nelle Rsa e il ritorno alla prospettiva dei tamponi a tappeto.

Nelle Rsa la situazione si aggrava e le inchieste si allargano: dalle morti alla San Giuseppe di Grugliasco, alle verifiche su un’altra decina di strutture, mentre l’associazione Aissap chiede alla Regione chiarimenti sulla Rsa di via Spalato e in prefettura giunge una segnalazione sulla “Sereni orizzonti” di San Mauro.

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“Oggi in Commissione Sanità l’Assessora Caucino ha parlato di 1300 positivi al Covid su 3000 tamponi fatti nelle Rsa. Praticamente la metà dei pazienti sarebbe positiva” – prosegue Grimaldi. – “Sono numeri spaventosi, ma la Giunta deve fornire dati più chiari e completi: in quali RSA sono stati fatti i tamponi? Quanti sono i contagiati, quanti fra i pazienti e quanti fra il personale, quanti sono i morti? Se uno su due è positivo, come si intende procedere successivamente? Si sono forniti i saturimetri? Quanti pazienti sono stati trasferiti in altri luoghi per sanificare le strutture? Quante struttute sono state chiuse? Stando ai pochi e inutili dati forniti si deduce che sostanzialmente tutti gli anziani sono entrati in contatto col Covid, metà si sono contagiati e il timore fondato è che sia avvenuto tramite gli operatori, come loro stessi hanno denunciato più volte. Non abbiamo tempo e voglia di partecipare a gruppi di lavoro inutili, vogliamo semplicemente che ogni anziano e ogni operatore oggi sia vigilato attivamente, che ogni lavoratore e ogni paziente sia sottoposto a un tampone, che ogni giorno vengano pubblicati i dati e che si smetta di giustificarsi dicendo che le strutture sono private: lo sappiamo, ma le morti sono pubbliche. Non passerà più giorno in cui non chiederemo i numeri e l’aggiornamento sui tamponi fatti al personale delle strutture sanitarie e nelle Rsa e vogliamo che il dato sia fornito anche agli organi di informazione quotidianamente”.

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