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sabato, 25 Maggio 2024

Coronavirus, divieto di movida a Torino

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Un pacchetto di misure di sicurezza per evitare il rischio di una nuova diffusione del contagio del Coronavirus. E’ quanto firmato da Regione Piemonte, Comune di Torino, Prefettura e Questura per evitare assembramenti. 

Tra le misure l’obbligo di mascherina anche all’aperto quando c’è il rischio di assembramenti, nei parcheggi e nelle aree antistanti i centri commerciali e i supermercati.
Mentre è stata stabilita anche una stretta sulla movida dopo locali e piazze piene in questi primi giorni: divieto di vendita di alcolici da asporto dopo le 19 nelle aree della movida, e chiusura di bar e ristoranti all’1 di notte. 

“Fin dall’inizio dell’emergenza abbiamo seguito linea di grande prudenza, – ha spiegato Alberto Cirio – la cautela è d’obbligo, noi vogliamo riaprire tutto ma farlo per sempre. Abbiamo stabilito alcune misure per evitare la movida, e l’attenzione sul loro rispetto sarà altissima”. Per il governatore del Piemonte aver ritardato l’apertura di bar e locali ha permesso di vedere cosa sta accadendo nel resto d’Italia e prenderne esempio: “Questa cautela ci ha permesso di vedere come in molte città italiane ci siano state situazioni potenzialmente molto pericolose. Con l’ordinanza che firmo oggi, vogliamo che in Piemonte i cittadini possano vivere questo primo week end di libertà con grande senso di responsabilità. Da come ci comporteremo nei prossimi giorni dipende il futuro della nostra Regione e ciò che potremo fare”.

Intanto, il prefetto di Torino Claudio Palomba esclude l’invio dell’esercito nelle piazze: “Per controllare la ripartenza della movida abbiamo valutato ma escluso l’utilizzo dell’esercito. Per chi non rispetterà le disposizioni previste dall’ordinanza regionale e dalle singole ordinanze comunali sono previste sanzioni tra 300 a 4.000 euro, la revoca o la sospensione della licenza per gli esercizi commerciali. Ribadiamo però che non c’è alcuna intenzione di gravare sui gestori dei locali”. Intensificate invece le attività di controllo e pattugliamento delle forze dell’ordine. 

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