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mercoledì, 21 Ottobre 2020

Cinque Stelle: da apriscatole a poltronari il passo è breve

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Matteo Mereu
Matteo Mereu
Segue le tematiche del lavoro da diversi anni. Alle spalle ha esperienze professionali da dipendente nella Pubblica Amministrazione, come partita iva poi, ora lavora nel settore privato.

Il dibattito politico torinese a Ferragosto si sta concentrando sulle dichiarazioni del sindaco Chiara Appendino sulla votazione della Piattaforma Rousseau che, di fatto, fa cadere l’ultimo tabù pentastellato, ovvero i governi locali di coalizione con il centrosinistra. A seguire il Segretario Nazionale del PD Zingaretti conferma queste ipotesi nelle prossime elezioni amministrative della primavera 2021.
Chiaro che nella partita ci sia anche Torino. Lo confermano anche le dichiarazioni rilasciate dal Segretario Regionale Dem, Paolo Furia, ad un giornale torinese.
Le politiche di questi anni di governo cittadino 5Stelle non hanno fatto altro che trasformare i quartieri fuori dal Centro Città da periferie in ghetti, tagliando servizi e socialità, aumentando il malessere sociale.
Naturalmente tutti i cavalli di battaglia con i quali si sono presentati alle scorse elezioni sono stati accantonati: la Tav si farà, i centri commerciali continuano a fiorire, le ultime quote pubbliche dell’inceneritore vengono messe sul mercato (solo per citare alcune cose). Non una proposta politica sui temi del lavoro, dello sviluppo, del contrasto alla povertà, non una parola sulla crisi industriale e dell’indotto, con il beneplacito dell’Unione degli Industriali.
Dall’altra parte i Democratici torinesi sono intenti a discutere di nomi e di primarie. E questa volta non basta mettere insieme i soliti volti buoni della borghesia torinese, dalla musica allo sport. Queste ricette possono andare bene per i salotti del Centro Città.
“Rimangono volutamente irrisolti i problemi di chi non abita nel Quadrilatero romano o in collina, quelli che hanno patito la crisi economica prima è quella da Covid poi, quelli che abitano nei quartieri trasformati in ghetto, quelli sono arrivati in città cercando un futuro migliore e vengono sfruttati da padroni o criminalità.
Noi Comunisti preferiamo i portoni e i cortili di quelle periferie ai salotti del Centro, preferiamo le lavoratrici e i lavoratori, i piccoli artigiani e commercianti che ogni giorno faticano per andare avanti dignitosamente. Questa è l’unica coalizione che cerchiamo. Il resto sono chiacchiere.”

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