Caso Orlandi, Il Foglio ironizza e parla di “grattachecche” estive. Peronaci (Corriere) replica: “Così si dileggia il giornalismo. Quando vuoi ti offro uno spritz”

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

Sul caso Orlandi e sul  “cerchio che si stringe su Accetti” ci mancava una vibrante polemica estiva tra giornalisti.  L’ex fotografo, da sempre legato alla sparizione delle due quindicenni nel 1983, incredibilmente ignorato in quanto considerato mitomane, è stato interrogato per sei ore nella caserma dei carabinieri a Roma, alla presenza del pm Stefano D’Arma. Questo nell’ambito dell’inchiesta aperta a inizio 2024 dalla Procura a Roma, in contemporanea a quella avviata dalla giustizia vaticana e dalla Commissione d’inchiesta bicamerale, con i buoni propositi bipartisan dei politici.

Lo scontro tra giornalisti parte dall’ironia con cui  Il Foglio, in un articolo a firma del vice direttore Maurizio Crippa dall’eloquente titolo “il caso Orlandi promette popcorn e grattachecca per tutta l’estate”, definisce  il cold case come un raggelante refrigerio, e afferma:   “tredici anni dopo la prima autodenuncia in procura lo hanno interrogato daccapo. Un cambio di passo senza precedenti accipicchia”. E  aumenta il carico affermando: “Perbacco, roba da prenotare grattachecche per tutta l’estate. E anche gli spritz: che se poi lo condannano, vuoi che non arrivi Nordio a chiedere la grazia”

Immediata la replica del giornalista Fabrizio Peronaci, capo della redazione online di Roma del Corriere, che ha definito l’articolo di Crippa caratterizzato da un’ironia decisamente fuori luogo che solletica il qualunquismo:  “Il giornalismo d’inchiesta, specie su vicende palesemente oscurate e manipolate dalla ragione di Stato, andrebbe un po’ meno dileggiato, in questo scalcagnato paese. Quando ti va, sarò io a offrirti uno spritz o una grattachecca, scegli tu”.

Chi fa facile ironia forse dimentica quanto  il caso, archiviato, in maniera quasi tombale nel 2015,   sia stato strumento di  pseudo scoop di ogni tipo (Lele Mora che afferma “E’ viva”, la  pista inglese.., continue testimonianze esclusive rivelatesi vere bufale..), utili per titoli e sparate in prima, prive di alcun supporto realistico, o  riprendendo e rilanciando , senza  approfondimento alcuno,  vecchie uscite mediatiche (ce ne sono state tante). valide solo per fare visualizzazioni.

 Contro questo clima perdurante non vi sono state offerte e ironie alla “grattachecca”, mentre, pur legittimamente, si insorge per la chiamata in causa di Accetti (uno che lo stesso procuratore Capaldo ha dipinto come un possibile serial killer), e si punta il dito, senza nominarlo, verso  chi ha seguito il caso da anni,  interloquendo operando con continuità e criticità con i protagonisti, intervenendo e documentando gli svariati aspetti dei contesti interessati.

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