Askatasuna, scontri con la polizia: lacrimogeni, idranti e fuochi in una Vanchiglia militarizzata

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

“Askatasuna vuol dire libertà, nessuno ci fermerà”. Oltre 3000 manifestanti sono partiti da Palazzo Nuovo con questo grido nel corteo indetto per protestare contro lo sgombero del centro sociale che da 29 anni era in corso Regina Margherita 49. “Andiamo avanti fino alla vittoria sempre dalla parte dell’Askatasuna”. “È il momento di mandare un segnale chiaro a questo governo militare che ha paura di noi” hanno detto i militanti al microfono. 

Ad aprire il corteo le famiglie del Comitato di quartiere Vanghiglia con uno striscione tenuto dai bambini. 

Delegazioni sono arrivate da altre città, come Milano, Genova e dal Nord Est. Numerose le bandiere No Tav, della Palestina. In corteo anche la capogruppo Consiglio Regionale di Avs Alice Ravinale. Prima della partenza ci sono stati vari interventi al microfono, tra cui un rappresentante dei genitori del Comitato di quartiere Vanchiglia che ha ricordato come per l’operazione tra scuole sono state chiuse. 

Il corteo ha proseguito lungo le vie di Vanchiglia, di cui molti accessi erano bloccati da camionette e presidi di forza dell’ordine, fino ad arrivare in corso Regina Margherita a 500 metri dall’immobile. 

Qui sono scoppiati gli scontri tra antagonisti e forze dell’ordine. Un gruppo di persone incappucciate in testa alla manifestazione ha cercato di sfondare il cordone della polizia lanciando bottiglie e oggetti. Le forze dell’ordine hanno risposto con idranti e lacrimogeni. Ci sono state cariche con manganellate da un lato e bastonate da parte dei manifestanti.

I militanti hanno annunciato un grande corteo a Torino per la notte di Capodanno “per inaugurare quello che sara’ un anno di lotte”. Seguiranno un’assemblea il 17 gennaio e una grande manifestazione nazionale il 31 gennaio.

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