15.5 C
Torino
martedì, 21 Aprile 2026

Anche in Regione posizione a Cinque Stelle sulle Olimpiadi

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

La discussione sulla candidatura di Torino alle Olimpiadi invernali 2026 si sposta in Consiglio regionale del Piemonte. Oggi in apertura della seduta d’aula la maggioranza di centro sinistra, a voce del vicecapogruppo Pd Elvio Rostagno, ha chiesto di discutere una mozione a sostegno della candidatura di Torino. Il battibecco con il M5S è stato immediato. La prima a chiedere la parola è stata la valsusina Francesca Frediani, componete dell’ala dura e pura e contraria alla candidatura di una nuova edizione dei giochi olimpici a Torino, a seguire si sono agitati anche Davide Bono e altri consiglieri grillini. Il gruppo in Regione è più compatto di quello comunale e non esiste la parte istituzionale e dialogante: tutti hanno compattamente votato contro la Mozione proposta dai democratici a prima firma Daniele Valle.
Nel testo della Mozione si chiede all’amministrazione di Torino “l’apertura di un tavolo di confronto con le amministrazioni dell’area Metropolitana, e in particolare con tutte quelle che furono interessate dai Giochi Olimpici del 2006, per valutare l’opportunità di una candidatura della Città di Torino ai prossimi XXV Giochi Olimpici invernali e XIV Giochi Paraolimpici invernali”.
Ora la Mozione è inserita nell’ordine del giorno e sarà discussa nel pomeriggio, i numeri sono a favore della maggioranza che l’ha proposta, ma il dato tutto politico a carico della Sindaca rimane. Lei, in evidente imbarazzo, ha dichiarato via social la linea: “Domani manifestiamo l’interesse della città”. Questa è una di quelle crepe che si annuncia profonda, di quelle che neanche l’interessamento diretto del guru Beppe Grillo è bastato a sanare.
Il clima che portó alla candidatura, e poi alla designazione, di Torino 2006 fu di concordia e di sostegno unanime di tutte le istituzioni insieme al mondo imprenditoriale della città. Da allora tutto è cambiato, certo, ma temo che i presupposti odierni non rappresentino neanche quelli minimi che possano rendere credibile un Ente che si propone per un evento di livello mondiale.

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano