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domenica, 19 Aprile 2026

Interventi sui minori e Tso, i vigili urbani scrivono al comandante: "Così non va"

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Scritto da Michele Paolino
I rappresentanti sindacali della categoria funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil hanno preso carta e penna e hanno scritto una lettera a Emiliano Bezzon, comandante del Corpo di Polizia Municipale di Torino, per una questione molto delicata, ovvero l’allontanamento dei soggetti minori dal proprio nucleo famigliare che il reparto di Polizia di Prossimità svolge di concerto con il Tribunale dei Minori e con i servizi sociali della città. Attività che viene esercitata in via “ausiliaria”, poiché la titolarità è in capo, in questi particolari e complessi casi, dalle forze di Polizia ad ordinamento statale. Si tratta di 50-60 casi all’anno.
I rappresentanti sindacali dei nostri Civich sono preoccupati che ad oggi non sia stato predisposto nessun protocollo operativo scritto che stabilisca come, quando e con quali modalità debba essere svolto questo servizio, quali siano le competenze della Polizia Municipale e che non vi sia stata, al momento, nessuna formazione specifica rivolta agli operatori che in tali servizi sono impegnati.
Per queste ragioni Franco Bianco, Pierluigi Schifano e Giuseppe Castagnella hanno chiesto al Comandante un incontro anche per fare il punto in merito agli impegni del Corpo rispetto ai Trattamenti sanitari obbligatori.
La triste vicenda di Andrea Soldi, morto in seguito al tentativo di un tso, e la conseguente condanna in primo grado del psichiatra e dei tre vigili urbani che intervennero in piazza Umbria meritano che chi deve svolgere mansioni così delicate abbia l’adeguata preparazione e una chiara, ben definita procedura da seguire affinché possano operare al meglio, soprattutto quando si tratta di persone che già vivono situazioni di disagio e sofferenza.

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