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domenica, 19 Aprile 2026

Cometa Ison, il 28 novembre sfiorerà il Sole. Allarme Nasa per i detriti

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È in arrivo la cometa Ison. Il suo nome scientifico è C/2012 S1. Per due mesi, tra dicembre e gennaio, sarà visibile ed eccezionalmente luminosa. Il 28 novembre potremmo assistere ad una spettacolare sorpresa, me che è altresì fonte di qualche preoccupazione. Insomma nulla a che vedere con la coda della cometa dei Re Magi (che probabilmente si trattava di una rara congiunzione planetaria).
La Nasa però, come detto, è in allarme e la causa sono possibili detriti che potrebbero colpire la Terra. Questo perché questa “patata ghiacciata cosmica”, dopo aver percorso milioni di chilometri (al suo primo giro) avvicinandosi al calore del sole potrebbe al suo perielio (ovvero quando arriverà nel punto più vicino al sole) sfarinarsi totalmente o in parte in un grande fuoco di artificio. L’imminente 28 novembre sarà il momento clou in cui la cometa sfiorerà il Sole ed avrà la sua massima lucentezza. Sempre che non esploda. Non si sa infatti se questo contatto porterà alla possibile distruzione parziale o totale del bolide celeste chiomato.
I detriti potrebbero dare origine a piccolissime comete e asteroidi che potrebbero essere fonte di pericoli anche notevoli. Al momento sono individuabili dagli scienziati gli oggetti che misurano più di un chilometro. Insomma una pioggia di pietre viaggianti di dimensioni notevoli, ma sotto il chilometro di diametro, potrebbe attraversare la nostra atmosfera incendiandosi e creando dei piccoli bolidi che potrebbero schiantarsi non si sa bene dove sul nostro pianeta.
Per fronteggiare questa emergenza, che viaggia a 76.800 chilometri all’ora verso il sole, è stato costituito un coordinamento internazionale chiamato “International Asteroid Warning Network” dove tutti i Paesi potranno attingere e scambiarsi informazioni. È stato inoltre formato un poll di scienziati impegnati ad individuare gli asteroidi e trovare qualche rimedio. Ovvero intervenire sulla loro rotta.
I siti complottisti si sono subito scatenati nel prevedere immani catastrofi e oscuri nefasti scenari. La profezia dei due soli, Niburu, Profezie Maja e indiane, sconvolgimenti planetari, terremoti e fine del mondo, con gli immancabili Malachia e Nostradamus. Quest’ultimo, secondo alcuni “specialisti”, avrebbe previsto tragici effetti in particolare su Roma, per non parlare di tutte le correlazioni legate ai Papi ed alle parole di Papa Francesco in particolare.
Tornando agli aspetti concreti, si spera che la cometa di Natale non esploda nel suo avvicinarsi al Sole, continuando il suo viaggio, con un orbita di un miliardo di chilometri, dalla nube di Oort, quella che viene definita la nursery di questi affascinanti oggetti chiomati che possono portare elementi di vita (acqua) e distruzione.
Entrando nel dettaglio le osservazioni di Hubble hanno rilevato che l’oggetto ha una colorazione anomala più rossa verso l’esterno ed un lato oscuro mai toccato dalla luce del sole. Su questa parte si concentrano le attenzioni degli scienziati che ritengono che l’improvvisa esposizione di questo lato alla luce solare possa determinare una grande esplosione di tutti i materiali volatili che contiene. Insomma non solo di grani di ghiaccio ma anche di altri elementi (silicati e metalli) generando possibile grande nube di polvere e detriti. Il giorno a massimo rischio per un possibile sciame meteoritico è stato fissato intorno al 16 gennaio 2014. Non sarà la fine del mondo ma certamente vi sono elementi di preoccupazione nella sciagurata ipotesi che qualche “pietra volante e bollente”, superando la barriera della nostra atmosfera, possa cadere non nel Pacifico o in una landa del Kazakistan ma su qualche centro abitato.
Dalle profezie di Malachia: «La grand estoille par sept jours bruslera, / Nuée fera deux soleils apparoir:/ Le gros mastin toute nuict hurlera,/ Quand grand pontife changera de terroir». («La grande stella brucerà per sette giorni,/ La nube farà apparire due soli,/ Il grosso mastino urlerà tutta la notte,/ Quando il grande pontefice cambierà paese»).
Moreno D’Angelo

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