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giovedì, 23 Aprile 2026

Truffe affettive. Il raggiro punta su campagne, mondo del volontariato e dell’arte: vittime silenti per difendere una dolce illusione

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

“C’era molta tenerezza in quelle comunicazioni che avevo sviluppato con una misteriosa infermiera che diceva di far parte dell’esercito americano in missione nel mondo arabo”.

A parlare non è uno sprovveduto ma un regista romano over quarantenne che, nonostante alcuni sospetti, era contento di quella relazione affettuosa, mai volgare, che andava avanti da due mesi con una donna americana esperta di cinema.

“I sospetti sono emersi quando, proprio per sventarli e vedere la mia interlocutrice, avevo richiesto una videochiamata. Un contatto video che non mi è mai stato concesso, percependo quanto desse fastidio alla presunta infermiera militare innamorata e pia”. (rassicuranti militari o medici in missioni impossibili sono una costante dei profili taroccati o rubati del romance scam).

Il quarantenne ha confessato, dopo aver chiuso definitivamente la vicenda:  “Ero perplesso e la lettura di un articolo che avevi scritto su truffe affettive dove si parlava del  ruolo decennale di  Acta nel contrasto al cybercrime, mi ha spinto a contattare  questa associazione che, in modo davvero attento e con grande sensibilità,  mi ha aiutato a  trovare una via d’uscita da una situazione che avrebbe potuto da un momento all’altro trasformarsi in una brutta trappola”.

Da Acta (in dieci anni ha seguito oltre 22mila soggetti vittime di dipendenza affettiva dai truffatori), la fondatrice Jolanda Bonino, cavaliera della Repubblica per il suo impegno su questo fronte, conferma come siano davvero pochi gli uomini che, per vergogna o per evitare complicazioni, denunciano questi raggiri via web che toccano percentuali significative della popolazione di ogni ceto sociale, in genere tra i 40 ed i 60 anni. A volte la vittima, sola e contenta di questa incredibile relazione con una bellissima ragazza spuntata dal nulla (le cui foto sembrano quelle di un provino e non di una persona che svolge una vita ordinaria con amici e bollette del gas da pagare), resta come incantata da messaggi e attenzioni che rompono uno stato di solitudine.

E’ uno schema quasi fisso quello delle “organizzazioni criminali” studiare sui social il profilo di una persona, in genere sola, per avvicinarla in modo soft, confidenziale, sempre più affettuoso. Un avvicinamento che può durare mesi in cui si fa crescere l’aspettativa e il fattore dipendenza, prima che avvenga qualcosa che blocca l’imminente attesa visita, con l’inevitabile richiesta di denaro.

Un aiuto economico che inizialmente può essere anche di importo minimo (spese del sospirato viaggio per incontrare una persona di cui non si sa nulla a cui viene promessa ogni gioia..), ma che rappresenta un importante primo passo per sondare il terreno e andare avanti nella richiesta di fondi con le scuse più incredibili. Richieste che reggono proprio sul livello di dipendenza affettiva stabilito con la vittima, giocando anche su sensibilità e complessi di colpa.

Un discorso che può prevedere anche periodi in cui il truffatore improvvisamente sparisca  per esaltare,nel soggetto preso di mira, il bisogno della sua presenza via web.

 Da tempo i raggiri mirano a trovare le loro vittime nei  contesti più diversi, tra persone sensibili socialmente e sole , catturate con l’esca di immagini-profilo rassicuranti (non la donna procace ma la madre separata con figlio, un bel medico brizzolato o un militare vedovo in missione in Medio Oriente). 

Tra le ultime tendenze c’è quella di orientare le ricerche nelle campagne, dove la solitudine può essere  ancora più sentita, dietro le apparenze, e minore è il supporto di potenziali soggetti in aiuto alle vittime.

A rendere ancora più preoccupante e difficoltoso l’azione di sul fenomeno vi è quella chiusura della vittima. Persona che, temendo di essere prese in giro dagli amici e nel paese, proprio per la gioia e l’estasi profonda che improvvisamente vive nella costruzione di un rapporto con una bella ragazza o un bell’uomo straniero dolce e sensibile,  che lo contatta continuamente e che  presto verrà a trovarlo (a spese di viaggio a carico della vittima), si isola e  non si fa consigliare da nessuno, pur percependo dei segnali di perplessità.  Un fenomeno che tocca in particolare come detto gli uomini.

 In questi casi è anche difficile intervenire e portare aiuto  in quanto, alle manifestazioni critiche verso la fake-relazione, la reazione  può  comportare  un’ulteriore chiusura, motivata dalla giustificazione: “nessuno può  accettare che anche io possa avere una relazione con una bellissima, e gentile persona. Mi vedono come un essere brutto che non può essere felice nel suo sogno d’amore”.

 Un isolamento che porta la vittima a restare in silenzio e a non confidarsi con nessuno anche quando fa partire i primi bonifici  (in genere si inizia  con il biglietto del volo o del treno o le prime spese di viaggio).  Ovviamente il truffatore non si farà mai vivo di persona, rinviando il magico momento,  ma facendo  di tutto per mantenere vive le aspettative dell’incontro  calibrando messaggi e  richieste sempre più calorose

In questi casi occhio anche alla considerazione che essendo la vittima con poche risorse non vi sia pericolo..  Una persona sola di fronte a una simile corteggiamento e coinvolgimento può veramente scatenare meccanismi di dipendenza che , come in un tossico, possono portare a compiere qualunque gesto pur di soddisfare il bisogno dell’amata/o fantasma. A cominciare dalla vendita di preziosi di famiglia per poi poter arrivare a compiere  atti illegali.

 La vittima è al centro di un processo di studio per dar corso ad una  manipolazione e una sudditanza che parte dal bisogno di compagnia e di amore.

 La presa d’atto di un raggiro (a cui la vittima non vuol credere pur avendo diversi elementi di perplessità) può dar origine ad una grandissima vergogna che può impedirgli di comunicare quanto accaduto e può portare a sofferenze e depressioni. 

Bisogna inoltre  fare attenzione a non condividere immagini intime che potranno essere oggetto di ricatto fino al revenge porn.

E’ un quadro che continua a ripetersi ed è incredibile quante siano le persone toccate da questa realtà. Anche chi scrive ha  registrato sul suo pc richieste o attestati di simpatia da chiari soggetti  fake che spariscono nell’arco di poche ore dopo un adeguata replica in cui si parla di polizia postale.

Acta segue con attenzione lo sviluppo di vere organizzazioni criminali attrezzatissime che possono coinvolgere anche psicologi e donne per ottimizzare i loro raggiri creando quella fondamentale dipendenza.

Il giro d’affari di queste truffe (romance scam), ormai diffuse in tutto il mondo è davvero notevole di miliardi di euro. Si va dagli Usa, all’Europa, all’estremo oriente. Truffe che spesso non vengono denunciate. Un fenomeno che riguarda una percentuale significativa della popolazione (oltre il 3%) con pratiche che a volte riguardano anche estorsioni con  minacce tipiche di quella vergognosa e umiliante pratica detta revenge porn.

In ogni caso l’opera di prevenzione risulta fondamentale. Un’opera che prevede continui aggiornamenti e una capillare informazione. Un discorso che deve fare i conti con speculazioni mediatiche e quel facile discorso che fa passare le vittime per poveri creduloni oggetto di risatine e ironie nei programmi che trattano l argomento o nel vicinato. Proprio per questo,per la vergogna, spesso non si denuncia.

Proprio il contrario di tante volontarie di Acta, partite proprio dalla denuncia e dal mettere in piazza quanto subito,  reagendo a questo male  organizzandosi per attuare una preziosa opera di informazione e prevenzione. Un fenomeno su cui non c è nulla da sorridere visto i casi in cui le vittime non sono solo state rovinate ma alcune sono arrivate al suicidio.

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