Bitcoin, criptovalute, blockchain: parole che capita sempre più spesso di sentire, che per gli entusiasti saranno il futuro dell’economia e della finanza, ma che restano per molti ancora un punto interrogativo. Per questo per capire cosa è la moneta virtuale il cui valore in transazioni sta oscillando in modo vertiginoso, facendo temere lo scoppio di un’altra cyber bubble la Fondazione Gramsci ha organizzato per venerdì 16 marzo alle ore 18 l’incontro dal titolo “Dai bitcoin alle transazioni “smart”: realtà e ipotesi sulla blockchain”.

Ospitato dal Polo del ‘900 (Sala didattica, via del Carmine 4) interverranno Massimo Giordani, digital business consultant e Giovanni Ferrero dell’ ISMEL. A moderare Niccolò Francioni, stagista della Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci.

Come detto un’occasione per riflettere su questa moneta-non moneta che è il bitcoin e sulla blockchabìin, ovvero un database distribuito che sfrutta la tecnologia peer-to-peer per generare monete virtuali. È un protocollo sicuro e inespugnabile che può essere usato in qualsiasi ambito dove occorra gestire scambi di informazioni tra diversi nodi di una rete. La sicurezza è intrinseca proprio perché ogni transazione viene condivisa da tutti i nodi interconnessi che ne garantiscono la correttezza e l’inalterabilità.

Una tecnologia che potrà impattare in modo sorprendente sugli utilizzi del web ma anche sulla cultura della partecipazione e della responsabilità diffusa.