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venerdì, 14 Marzo 2025

Val di Susa: il cantiere Tav diventa attrazione turistica. Restano chiusi area archeologica e i veri musei

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Venghino signore e signori: il cantiere Tav di Chiomonte apre i suoi cancelli ai turisti. Una nuova iniziativa della Lyon Turin Ferroviarie, probabilmente per pubblicizzare i lavori della linea ad alta velocità, sarà quella di organizzare visite al cantiere-fortino dove si sta scavando il tunnel geognostico. Far diventare dunque questo luogo un’attrazione turistica, dopo che nel 2014 si sono registrate mille visite. Nel conto logicamente non rientrano quelle notturne e diurne del movimento No Tav, che nelle passeggiate alle reti hanno creato non poche preoccupazioni a chi oggi apre i cancelli, affollando la zona. Meno colorate le delegazioni che nell’anno che sta passando hanno messo piede al cantiere: ministri (soprattutto quello dei trasporti e infrastrutture Maurizio Lupi), politici di centro, di destra, ma anche parlamentari che si oppongono all’opera. A quanto pare anche studenti in gita scolastica. Solo il premier Matteo Renzi fino ad oggi non si è visto a Chiomonte, nonostante svariate volte l’avesse promesso.
Ora come detto Ltf pubblicizzerà le visite, che saranno gratuite: basterà prenotarsi. L’unica cosa che non potrà essere visitato è il tunnel dove si sta scavando. Mentre non si potrà visitare l’area archeologica, danneggiata dai mezzi pesanti e occupata dal cantiere. La zona è stata ricoperta da teloni e viene utillizzata, nonostante la sua importanza storica, visto che erano presenti elementi neolitici (si tratta di una necropoli, con undici tombe), per il transito dei mezzi delle forze dell’ordine e del cantiere. Mentre il museo archeologico, aperto nel 2004 è chiuso dal 2011. I reperti presenti sarebbero stati trasportati a Torino nel 2012, sotto la tutela della soprintendenza per i beni archeologici. Il sito del museo, dove erano esposti seimila anni di storia del territorio, avverte: “Il museo e il sito archeologico sono momentaneamente chiusi! Ci scusiamo per il disagio”.
 

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