Nei giorni scorsi la Polizia di Stato della Questura di Torino ha eseguito la notifica dell’avviso di garanzia emesso dalla locale Procura della Repubblica a carico di 39 persone indagate a vario titolo in ordine ai reati di violenza privata aggravata e danneggiamento in relazione a 14 episodi nel corso dei quali sono state bloccate le maestranze impedendo il prosieguo delle attività lavorative per la realizzazione del Centro per l’educazione sportiva e ambientale del Comune di Torino nel Parco del Meisino ed in alcuni casi danneggiate le recinzioni.
Su quanto accaduto sono intervenuti anche i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle: “Esprimiamo piena solidarietà nei confronti degli attivisti coinvolti nella protesta contro la realizzazione della cittadella dello sport nel Parco del Meisino. È inaccettabile che, invece di ascoltare le legittime preoccupazioni dei cittadini, delle associazioni e dei comitati, la giunta comunale abbia scelto la strada della repressione, con l’avvio di un’indagine nei confronti di chi sta semplicemente cercando di difendere un’area verde che rappresenta un bene collettivo. Il progetto, purtroppo, è stato avviato senza alcuna condivisione reale con la cittadinanza e, anzi, senza una trasparente informazione sui reali impatti ecologici. Si parlava inizialmente di abbattere una ventina di alberi, ma la realtà è ben diversa, con una cinquantina di alberi già abbattuti, molti dei quali sani e vitali. Questo non è solo un danno ambientale, ma anche un atto di sfiducia verso chi ha sempre chiesto di proteggere la natura e di pensare a un modello di sviluppo che non sia predatorio“.





