Tav, Chiamparino: “Basta imbrogli. Il governo dica sì o no”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino ritorna a parlare della questione Tav, stuzzicato dal “caso referendum”. L’argomento delle ultime, che sta scatenando un nuovo dibattito che vede i Cinque Stelle respingere con forza questa ipotesi, lanciata, oltre da Chiamparino, anche da Matteo Salvini.
Ma secondo il presidente della Regione tutta la questione non sarebbe altro che un imbroglio utile solo ad allungare i tempi per la decisione sulla realizzazione o meno della Torino-Lione.
«Invece di imbrogliarci discutendo di referendum ed allungando i tempi per scavallare le elezioni europee, il governo faccia il governo e ci dica in fretta e con chiarezza se intende o no costruire la Tav», dice Sergio Chiamparino.
«Se la risposta sarà sì, bene, applaudirò Toninelli – aggiunge – Se sarà no, sarò io a chiedere al Consiglio regionale di indire un referendum consultivo tra i piemontesi da tenere in primavera per dimostrare come la pensano».
«Mi permetto di offrire all’attenzione degli interessati un piccolo promemoria sulla Tav: l’opera è finanziata e in corso di realizzazione, sono già stati scavati 30 chilometri di galleria, di cui 5 del tunnel di base; il governo ha sospeso appalti già in essere e già finanziati, e ha ordinato l’ottava analisi costi/benefici, come se le altre 7 non avessero valore, che doveva essere conclusa a novembre e che continua a non arrivare», conclude Chiamparino.

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