È diventato legge. Il Senato ha votato la ratifica del trattato Italia-Francia per la realizzazione dell’inutile Tav. 173 voti a favore, 50 astenuti e 4 contrari. Così si chiude la partita in Senato, dopo che la Camera aveva già dato il suo via libera.
All’annuncio del risultato del voto il Movimento Cinque Stelle ha ripetuto lo slogan che ha fatto da leitmotif alla discussione in Senato: «Fuori la mafia dallo Stato, fuori la mafia dallo Stato», il tutto mentre l’ultras Sì Tav, senatore piddino, Stefano Esposito con una buona dose di spocchia faceva “ciao ciao” con la mano rivolto ai pentastellati. Ha incassato la sua vittoria, Esposito da sempre impegnato in prima linea per la grande opera inutile oggi ha avuto il suo giorno di gloria.
In aula intanto è esplosa la bagarre. I senatori Alberto Airola, grillino, e Franci Cardiello di Fratelli d’Italia sono quasi venuti alle mani.
Momenti di gloria anche per il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi che l’altro ieri ha fatto visita, a sorpresa, al cantiere Tav di Chiomonte: «Nonostante le esuberanti proteste di chi vuole a tutti i costi fermare quest’opera, i numeri dicono chiaramente che la maggioranza degli italiani la vuole – ha commentato – La Tav Torino-Lione è una realtà dalla quale non si torna indietro».
Nei Palazzi si decide del destino di una valle, giocando a dadi sulle vite delle persone, visto che nonostante continuino a passare sotto silenzio, i dati parlano chiaro: livelli allarmanti di polveri sottili, amianto e uranio.
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