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martedì, 23 Luglio 2024

Intervista all'assessore Ravello: “Mi terrorizza che si risparmi sulla Protezione Civile”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Moreno D’Angelo
A margine della presentazione del video per incentivare la raccolta differenziata in Piemonte, abbiamo posto alcune domande all’assessore regionale all’Ambiente Roberto Ravello ormai a fine mandato.
Quale impegno l’ha particolarmente soddisfatta nella sua azione politica in Regione?
Mi ritengo orgoglioso e soddisfatto di quanto realizzato in primo luogo con la Protezione Civile. Dell’opera di riorganizzazione dell’intero comparto partendo dal coordinamento delle tante anime del volontariato, dalla formazione e dei tanti interventi mirati nell’ambito del piano di difesa del suolo che coinvolge centinaia di comuni in un contesto non facile. Un sistema reso davvero efficiente.
Negli interventi sul suolo diverse opere sono rimaste incompiute.
E’ mancato il sostegno del governo e sono una miriade le azioni di protezione del suolo avviate nonostante una carenza di fondi spaventosa.
E’ ovviamente in contrasto con la volontà del Governo Renzi di riportare la protezione civile nell’alveo delle competenze nazionali?
Sono terrorizzato da questa possibilità che vedo legata ad una logica di “furore rottamatorio” che questo comparto non merita. La Protezione Civile non è come il corpo di Polizia di Stato. In questo modo si distrugge un prezioso sistema di coinvolgimento del territorio in cui ogni componente ha la sua parte. Si compromette in questo modo un alto livello di efficienza ed una capacità di rispondere a livello locale raggiunto grazie ad un importante percorso, realizzato in questi anni, di riorganizzazione e di coordinamento in stretto contatto con il territorio.
Ma quale logica anima questa volontà?
Si pensa che sia sufficiente accentrare per risparmiare ma, in questo caso, non è assolutamente vero. Gli esborsi nazionali per la Protezione Civile sono esigui e, a mio parere, lo Stato non è in grado di farsene carico. Quindi la Protezione Civile deve restare alle Regioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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