In attesa dell’imminente Coordinamento regionale di “Più Uno”, in programma a Roma il 20 giugno, abbiamo raccolto il contributo del coordinatore piemontese Pino De Michele.
Il promotore di Alleanza dei Democratici, da tempo autentico laboratorio piemontese di confronto tra le tante e troppe anime del centrosinistra, ha fatto il punto sulla proposta del movimento, guidato da Enrico Maria Ruffini, che predica un’alleanza costituzionale per fermare l’attacco alla democrazia e all’Europa contro sovranismi e populismi, rafforzando il centrosinistra, formando gruppi (Comitati Più Uno) di ascolto elaborazione e proposta.
Un mondo in cui prevale il dialogo, l’approfondimento, lontano mille miglia dalla politica fatta di slogan e proclami.
“Non siamo nati per essere l’ennesimo cespuglio o per confluire in progetti già esistenti. Piu Uno nasce per riportare al voto chi non si riconosce negli attuali partiti. Milioni di italiani moderati, produttivi, riformisti che hanno smesso di credere nella politica perché non vedono risposte su fisco, lavoro, burocrazia.
Il nostro compito è allargare l’offerta politica del centrosinistra senza sostituirci ad altri. Dialoghiamo con tutti, ma teniamo la barra dritta sulla nostra autonomia” è il pensiero base che ha spinto De Michele a impegnarsi con più Uno, e aggiunge:
“Siamo moderati, progressisti ma convintamente nel centrosinitra, per questo distinti dal progetto Terzo Polo, lanciato a Milano da Picierno, Calenda e Marattin. Una scelta legittima, ma noi facciamo un’altra cosa, pur rispettando progetto e priorità europeista della Picierno con Spazio Pubblico e la famiglia di Renew Europe.
Vi è un riconoscimento anche per Matteo Renzi, che ha scelto di combattere con il centrosinistra. “Questa è la strada e tutte le forze moderata potrebbero riproporre insieme una nuova Margherita del 10-12%, in grado di imporre visione e programmi di governo mediati con la coalizione ma non subalterni”.
De Michele parla con orgoglio del contributo alla vittoria del centrosinistra a Torino, dove con Alleanza Civica Piemonte, si ritrovano le liste civiche che condividono un’idea di buongoverno . Questa è la rete che sosterrà la futura candidata presidente del centrosinistra in Piemonte, senza accordi di vertice, ma dal lavoro nei comuni con ottimi sindaci, premiati sul territorio, e amministratori che risolvono problemi. Parliamo di TAV, di sblocca-cantieri, di un fisco che non vessa le partite IVA. Questo allarga il campo, non lo restringe.
In conclusione l’infaticabile Pino De Michele (detto il tessitore) fissa tre punti base per la linea di più Uno: l’autonomia, l’impegno come federatori nel centro sinistra (dialogando ma senza annessioni), con canddati scelti dai cittadini e non nominati (primarie di collegio).
Resta netta la condanna di quelle leggi elettorali (compresa l’ultima proposta di premierato con super premio di maggioranza), che hanno tolto ai cittadini la possibilità di scegliere i propri parlamentari, con liste bloccate e capilista catapultati dalle segreterie dei partiti.” Così si è creata disaffezione. Io sono per le primarie di collegio per le parlamentarie, per ridare agli elettori il diritto di scegliere chi li rappresenta”.
L’entusiasmo, la speranza, la voglia di impegnarsi di De Michele in un progetto unificatore chiaro, ad alta partecipazione e confronto di base , in cui l’approfondimento prevale sul facile slogan, (non verso l’ennesimo partitino o grillo parlante inascoltato), sono la migliore testimonianza per aprire un confronto con tanti giovani e tante persone che non votano da tempo.





