di Mercedes Bresso
Nessuno può spostare il Salone Internazionale del Libro da Torino a Milano, neppure i grandi editori. Stiamo parlando di una fondazione pubblica e di un progetto che ha alle spalle una storia e un prestigio nel panorama culturale nazionale e internazionale, sarebbe da folli pensare che si possa traslocare senza che perda valore.
Già in passato alcuni grandi editori decisero di non partecipare al Salone di Torino, ma poi cambiarono idea. L’Associazione Italiana Editori ha sempre voluto trasferire la manifestazione a Milano, ma la realtà vuole che siano gli editori a decidere individualmente a quali manifestazioni partecipare, soprattutto in base ai loro interessi che, tradotti in numeri, sono i 200.000 visitatori e le molte vendite. Inoltre oltre il 70% del pubblico è piemontese ed è evidente che è questo il dato che porterà la maggior parte degli editori a non abbandonare il Salone Internazionale del Libro di Torino.
Chiunque è libero di organizzare una manifestazione sul libro, anche Milano. Salvo che Salone e Fiera del libro sono proprietà della Fondazione e non si possono usare. Anche Roma è stata libera di organizzare il proprio festival del cinema in concorrenza con quello della piccola Venezia, ma tra i due ha retto quello che aveva alle spalle una storia e un bagaglio culturale e internazionale! Il Salone del Libro deve essere rilanciato e ripensato dando ancora maggior spazio all’editoria indipendente, alle iniziative culturali e di formazione, puntando sull’innovazione. Insomma le istituzioni devono avere coraggio, fermezza, devono organizzare una manifestazione con ancora maggiore qualità culturale e rinnovata, com’è nel DNA del Salone.





