Quante volte, dopo aver finito una confezione di latte, di succo di frutta in tetrapak oppure di fronte a un involucro di un qualsiasi oggetto o alimento composto da più materiali, ci si ferma davanti alla pattumiera e si pensa: ma va nella carta o nella plastica? Scene di ordinaria incertezza che ogni giorno si svolgono nelle case degli italiani: mini-riunioni tra coinquilini che avanzano ipotesi, genitori che, dubbiosi, elargiscono consigli e, infine, nonni che alzano le spalle in segno di difficoltà. E sì, per loro i dubbi sono ancora più grandi.
Un modo, anche più d’uno, per stanare queste perplessità, esiste. Per esempio, per un promemoria completo e visibile a casa, si può tranquillamente stampare la guida alla raccolta differenziata e appenderla nel luogo più vicino al generatore di dubbi. Come prima lezione, riassumiamo qui cosa può essere gettato nel cassonetto della carta:
– Brick Tetrapak (nei comuni che prevedono tale soluzione)
– Carta e stampati in genere
– Cartone ondulato
– Cassette della frutta in cartone
– Cartoni delle pizze senza residui organici
– Fotocopie Fogli e opuscoli pubblicitari
– Giornali e riviste di qualsiasi genere Imballaggi in carta e cartone per alimenti
– Libri (ma anche no!)
– Quaderni e agende in carta/cartoncino
– Salviette, buste e tabulati di carta
– Volantini
Se invece ci si sente perfettamente integrati nell’era 2.0, si può consultare on-line il dizionario dei rifiuti, sito web nato dall’illuminante idea di giovani ragazzi provenienti da diverse regioni d’Italia. Navigando sul sito si può:
a) inserire il nome del misterioso oggetto dalla natura più o meno identificabile e scegliere la città in cui si sta consumando il dubbio amletico
b) scaricare un’app per android e iOS
Prendere decisioni consapevoli sul corretto modo di differenziare alcune tipologie di rifiuti, grazie a servizi come quelli sopra indicati, diventa dunque molto più semplice.
Dopo aver differenziato correttamente, il passaggio successivo è saper rispondere alla domanda: come si ricicla la carta? Ma questa è un’altra storia.
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