Gtt, tra promesse e rivoluzione

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di Bernardo Basilici Menini

Il quadro che emerge dalle parole dell’assessora alla Mobilità Maria Lapietra parla di una rivoluzione per l’azienda di trasporto pubblico locale di Torino: aumento delle corsie preferenziali, nuove tecnologie per semafori intelligenti, e, non ultimo, un progetto per la riduzione temporanea del numero di fermate, che tuttavia dovrebbe avvenire «mantenendo sempre ferma la distanza fra le fermate al di sotto dei 500 metri ma non inferiore a 300 metri». Queste le tre grandi direzioni su cui sta lavorando la giunta per adeguare il servizio Gtt ai reali tempi di percorrenza.

Il piano è emerso nella risposta che l’assessora ha dato all’interpellanza presentata dai consiglieri del Partito Democratico Enzo Lavolta, Domenico Carretta e Chiara Foglietta. Il tutto è partito dal volantino che il Movimento 5 Stelle ha distribuito durante la campagna elettorale per le scorse amministrative tra i dipendenti della Gtt, con sette punti che illustravano i progetti nell’ambito del trasporto pubblico locale, da cui sono nati i dubbi dei consiglieri Pd che hanno firmato l’interpellanza.

L’assessora Lapietra è quindi intervenuta sul tema del bilancio, sottolineando «le problematiche di debiti e crediti che Gtt sta affrontando senza aver avuto supporto dalla passata amministrazione. Per sanare questa situazione di bilancio pensiamo a 4 azioni: far dichiarare la cifra chiara e precisa per l’esercizio dei trasporti in superficie da parte della Regione, farci pagare l’esercizio della metropolitana, le agevolazioni tariffarie e gli interessi. Noi crediamo molto in Gtt e vogliamo assolutamente mantenerla pubblica».

Lavolta, che si è detto insoddisfatto delle risposte, ha risposto che «per soddisfare gli impegni che il M5S ha preso è necessario che fin da subito l’amministrazione abbia chiari gli obiettivi e le risorse e chiediamo di venir messi in condizione di accompagnare l’amministrazione a migliorare le condizione dei lavoratori e dei servizi pubblici e questo senza sopprimere fermate».

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