Che il centrodestra piemontese brancoli nel buio è assodato, ma sembra che i tentativi di mettere una toppa producano l’effetto opposto. Le novità del giorno sono di quelle che fanno presagire un disastro su tutta la linea.
Per prima cosa, infatti, c’è un testo candidato del Nuovo Centrodestra che si va ad aggiungere a Gilberto Pichetto, che corre per Forza Italia e Lega Nord, e Guido Crosetto, per Fratelli d’Italia: è Enrico Costa, viceministro alla Giustizia del governo Renzi, gravitato negli anni da Forza Italia, al Popolo della Libertà a infine, appunto, al Ncd.
E mentre Pichetto cerca di salvare il salvabile affermando che «Non volevamo essere da meno dello schieramento avverso, anche loro presentano più candidati», viene fuori quello che può essere definito il secondo punto dolente di questa coalizione che proprio non riesce a crearsi. Stiamo parlando dell’”abboccamento” con la lista dei “Pensionati” di Michele Giovine, quello stesso partito che, con i suoi voti falsi, ha provocato la caduta della giunta Cota. Pichetto conferma infatti che ci sono stati «contatti a Roma e una riunione a livello locale» e poi si giustifica: «La scelta di apparentamento – sottolinea – la devono fare loro e io devo accettarla. Dovrò guardarci dentro, come in tutte le liste. Decideremo entro venerdì».
Poi fa un ultimo disperato appello all’unità: «Fino all’ultimo dice – lavorerò augurandomi una convergenza sulla mia persona. La mia candidatura, sostenuta da due partiti, non e’ in discussione. Sui programmi invece c’e’ la piu’ completa disponibilità a dialogare. E se esiste un problema di visibilità, mi impegno fin d’ora per la pari dignità di tutti».
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