FdI e Lega alzano il tiro su Flotilla e migranti per i voti, ma alla base non basta

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

Italia e Germania si erano opposte, a differenza del resto d’Europa, a intraprendere misure contro Israele. I due paesi europei, pur condannando gli eccessi subiti della Flotilla, (violenze, torture, con spari nell’assalto alle imbarcazioni) hanno mostrato una linea più cauta e filo-israeliana, rifiutando la sospensione degli accordi commerciali e sanzioni più drastiche verso Tel Aviv.

Una prudenza già evidenziata nel mancato riconoscimento dello stato di Palestina proprio da parte di Roma e Berlino, (a differenza di 15 paesi Ue (più Norvegia, Regno Unito e Città del Vaticano).

Intanto Paesi Bassi e Irlanda chiedono alla Ue un embargo dei prodotti degli insediamenti illegali in Cisgiordania (presenti in alcuni dei nostri supermercati).

Ora, dopo la vergognosa vicenda della Flotilla, alcune cose sono cambiate.  Con una nota congiunta Italia, Francia, Germania e Regno Unito hanno formalmente richiesto uno stop a nuovi insediamenti in Cisgiordania e il rispetto dei luoghi santi. Un’azione che intende mettere un freno all’aggressività e alle sistematiche violenze dei coloni. Inutile nascondersi che si tratta di un piano espansionistico che, sposando il mito della “Grande Israele”, vede sradicate terre e villaggi palestinesi, minando  quella tanto citata soluzione dei due  stati sempre più lontana.

Tornando alla Flotilla, il quadro soft presentato dalla nostra destra individua come responsabile dei maltrattamenti e umiliazioni subiti dai membri della Flotilla, il solo ministro della sicurezza israeliano Itamar Ben-Gvir, quello della torta con il cappio, lasciando in pace il “povero” leader 76 enne Benjamin Netanyahu, condannato nel 2024 dalla Corte penale internazionale per impedire gli aiuti internazionali violando i diritto internazionale (accusato di crimini contro l’umanità e crimini di guerra).   Vero, il ministro ha filmato, umiliato e deriso persone inginocchiate e ammanettate, ma questo rientra nel quadro di protocolli operativi delle forze israeliane, compreso l’intervento illegale sulle imbarcazioni della Global Flotilla in acque internazionali, come evidenziato anche dal nostro presidente della repubblica. 

Ricordiamo che la Francia ha già preso posizione contro il ministro israeliano vietando il suo ingresso sul territorio transalpino.  Questa è la risposta di Parigi per i maltrattamenti ai 37 francesi, sui 430 fermati della Flotilla, che hanno denunciato violenze delle forze israeliane che hanno costretto 4 persone ad essere ancora ricoverate in Turchia fratture alle vertebre cervicali e perdita udito. Oltre ai segni di tortura visibili in mondovisione.  “Sono minacce, intidmidazioni e brutalizzazioni non accettabili, tanto più se da funzionari pubblici” è la posizione del capo della diplomazia francese Noel Barrot, aprendo il dibattito a livello europeo.  Per ilcollega AntonioTajani “Siamo amici di Israele, ma servono segnali affinchè si renda conto che c è un limite oltre il quale non si può andare”.

A parte le prudenze l’Europa si sta attivando per realizzare al più presto un sistema sanzionatorio condiviso che parte dalla condanna dei coloni violenti, ma permangono blocchi per quanto riguarda le misure commerciali.

La Russa scatenato: contro la Flotilla senza pietà

Mentre finalmente anche l’Italia si è unita al coro di indignazione europeo che chiede al governo israeliano di metter fine alla sua espansione sui territori palestinesi, fermando e  indagando sul comportamento violento dei coloni,  vi sono state le scandalose dichiarazioni del presidente del Senato Ignazio La Russa sull’inutilità della Flotilla e sulle torture utili per costruire delle vittime ad alta mediaticità.

Bersani e “i patrioti dalla mutua”

“La nostra destra sulla Flotilla può pensare le peggio cose ma voglio capire – si domanda Pierluigi Bersani –  se per loro (definiti patrioti della mutua) sia normale che in acque internazionali degli italiani vengano  ammanettati e malmenati e che sia sufficiente richiedere delle scuse”.

Reazione: Basta Giorgia, ora voto Vannacci

La cauta presa di posizione di Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, per la “giusta e doverosa” protesta formale del governo italiano e la richiesta di scuse per il trattamento dei fermati da parte delle autorità israeliane, confermando il sostegno al diritto di esistere di Israele e condannando come iniziative di pura propaganda quelle della Global Sumud Flotilla, non pare abbia riscosso molto successo nella base dei patrioti. Su Fb la notizia è stata accompagnata da una lunga serie di commenti negativi e improperi di tanti che, delusi dal partito di Giorgia, manifestano anche un possibile passaggio tra le fila di Futuro Nazionale.  

Oggi nella destra italiana si fa a gara per dare la caccia all’immigrato, al diverso, arrivando a punte di razzismo e di distinguo “genetici” da far rabbrividire, lontano mille miglia da ogni spirito cristiano.  Tutto per non parlare della crisi economico-sociale che ci ha fatti diventare fanalino di coda dell’Europa. Ma i destri destri, fieri e fedeli a “dio patria e famiglia”, vedono che grazie a Giorgia, quella del ponte privilegiato con Trump, l’Italia ha finalmente un ruolo e “ora conta nel mondo come mai prima”. Come se l’Italia, fino ad ora, non avesse contato nulla. Un modo di pensare che riprende  slogan del ventennio e della surreale bramosia trumpiana. 

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