Costigliole d'Asti, le contraddizioni nel racconto del marito di Elena Ceste alimentano nuovi sospetti

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Le tante contraddizioni di Michele. Su questo si stanno incentrando gli investigatori. Ci sono dei buchi di tempo in quella maledetta mattina del 24 gennaio, quando Elena Ceste è scomparsa dalla piccola frazione Motta di Costigliole d’Asti. Il racconto del marito Michele Buoninconti non collima con quello della vicina di casa.
L’uomo infatti ha riferito di averle telefonato alle 8.40 e di essere andato da lei alle 9. Ma la vicina, Marilena, ha invece detto di averlo incontrato alle 9.30 e qui le avrebbe parlato dei vestiti. Qui però c’è un altro tassello che non combacia. Michele ha detto di aver trovato i vestiti alle 9.05, quindi dopo aver avvertito Marilena. E allora perché la donna riferisce che l’uomo quando le ha citofonato le ha parlato proprio di quegli indumenti.
Michele si contraddice quindi.
Ma facciamo un passo indietro. Alle 8.10 il marito porta i figli a scuola. Elena è in cortile vestita con un maglione e dei pantaloni, gli stessi ritrovati a terra. Alle 8.15 la vicina vede la Ceste. Alle 8.30 Buoninconti ritorna a casa. Elena non c’è più.
Un’ora dopo l’uomo, sempre secondo il racconto della vicina, si sarebbe presentato da lei. Un buco di tempo in cui non si sa cosa Michele possa aver fatto.
Troppi gli interrogativi. Se la Ceste si fosse allontanata nuda qualcuno l’avrebbe notata, come anche se fosse salita su una macchina.
Potrebbe non essere stata vista da nessuno se, invece, avesse deciso di attraversare i campi. In ogni caso i carabinieri, i vigili del fuoco e i volontari nei prossimi giorni torneranno a battere la zona e i sommozzatori scandaglieranno alcune aree del fiume Tanaro.
Ma cosa avrebbe spinto la Ceste ad andarsene? Bisogna tornare allo scorso ottobre, un drammatico ottobre per Elena. È successo qualcosa di grave. Una persona su Facebook la definisce “casalinga disperata”, come commento a un post di Elena. Da quel momento la donna decide di cancellare ogni cosa sul social network e di bloccare i commenti.
Alla sua maestra di uncinetto, Fiorenza, racconta di una persona che lei credeva amica che l’aveva tradita e di un errore commesso.
Anche il parroco della Motta descrive Elena come spaventata. Si confrontano e lei si confida. Il giorno dopo Michele va a ringraziare don Roberto. Allora la Ceste a ottobre aveva già raccontato tutto al marito? Ma il Buoninconti dice che solo il 23 gennaio la moglie gli parla di un video in cui ci sarebbe stata lei con un uomo in atteggiamenti sconci, di un tranello e di un ricatto.
Due giorni prima di scomparire, Fiorenza va a ritirare nella casa dei Buoninconti delle uova fresche. Elena si avvicina, sembra che voglia dirle qualcosa, ma la maestra non le chiede nulla. È la “discrezione” dei costigliolesi, il riserbo, la chiusura.
La stessa in cui forse si sentiva imprigionata Elena. Una prigione di silenzi da cui riusciva a scappare rifugiandosi nella sua vita virtuale, quella che gli investigatori stanno cercando di ricostruire analizzando il suo computer, quel mondo in cui la Ceste viveva ogni sera dopo che i figli erano andati a dormire.

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