La Guardia di Finanza di Torino ha arrestato l’imprenditore valsusino Ferdinando Lazzaro e un suo collaboratore, nell’ambito di indagini sul fallimento di Italcoge, società che in passato aveva svolto dei lavori per la linea ad alta velocità Torino-Lione. Per i pubblici ministero Roberto Furlan e Alberto Benso il reato contestato è quello di bancarotta.
L’Italcoge fu dichiarata fallita dal tribunale di Torino nel 2011.
L’inchiesta che ha portato all’arresto riguarda una ipotesi di accusa di bancarotta per distrazione, ha riguardato da un lato prelievi di contanti per 2 milioni e 600 mila euro effettuati dai conti correnti della società fra il 2007 e il 2011. Secondo i pm il denaro che sarebbe stato utilizzato per scopi personali: vacanze, ma anche serate al casinò di Saint Vincent. Alla Guardia di Finanza risultano poi trasferimenti di denaro mascherati, attraverso la manipolazione di bilanci e scritture contabili, per un totale di 4 milioni e 892 mila euro.
Non è la prima volta che l’imprenditore Lazzaro finisce nei guai giudiziari. Infatti era già stato arrestato nel 2014 per una vicenda legata ad una fidejussione finalizzata a creare una nuova società, Italcostruzioni, che doveva sostituire Italcoge nei lavori nel cantiere del Tav a Chiomonte. L’imprenditore è anche imputato a Torino nel processo San Michele contro la ‘ndrangheta in Piemonte, dove però non è accusato di associazione mafiosa, ma di reati ambientali. Ferdinando Lazzaro più volte era stato accusato dal movimento No Tav per il passato, definito “poco chiaro”.





