Italicum, scontro sulle quote rosa

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di Alessandra Del Zotto
La battaglia è prevista per lunedì, ma sembra già essere guerra aperta alla Camera per la discussione degli emendamenti sulla parità di genere. Il testo dell’Italicum, ad ora, prevede che il 50% dei deputati sia donna, senza però chiarire il principio di alternanza di genere. Ed è su questo punto che le parlamentari si stanno battendo sulla base di proposte presentate sia dai singoli gruppi parlamentari che da accordi trasversali.
Ed è proprio di ieri sera un documento bipartisan firmato da 90 deputate appartenenti a diversi colori politici – dal Pd a Forza Italia, da Ncd a Sel e Scelta civica – che chiede appunto ai propri colleghi uomini di usare una sensibilità particolare in merito.
«La nostra convinzione – si legge nel documento – è che l’intesa politica raggiunta possa guadagnare in credibilità e forza da una norma che collocherebbe il nostro paese tra le migliori esperienze europee».
Ma tanto furor di popolo al femminile trova grande opposizione soprattutto tra i banchi di Fi e Ncd. «I ruoli politici e parlamentari vanno conquistati sul campo sulla base del merito e non sulla base del sesso», affermano nel centrodestra.
E a seguito della riunione avvenuta ieri sera in Fi, dove i vertici di partito hanno cercato di dissuadere le firmatarie dell’intesa dai loro intenti, le deputate forziste oggi non sono intervenute nella discussione in aula pur confermando il loro appoggio al documento.
Cuore della querelle rosa odierna, l’incertezza se chiedere o meno il voto segreto sugli emendamenti che introducono la parità di genere. Come ha spiegato Titti Di Salvo, Sel, le scuole di pensiero che dividono gli onorevoli sarebbero sostanzialmente due. Quella secondo la quale la votazione segreta consentirebbe un margine di vittoria più ampio rispetto allo scrutinio palese. E quella che sostiene invece che «non siamo davanti a un voto di coscienza, e che è più opportuno che ciascuno si assuma le proprie responsabilità sia davanti all’Aula che all’opinione pubblica, senza nascondersi dietro l’anonimato».

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