Nel consiglio comunale di oggi sono state presentate dalle consigliere Marina Pollicino e Federica Scanderebech, entrambe del gruppo misto, due interpellanze relative alle strade dissestate del comune di Torino e ai relativi mutui che l’amministrazione deve accendere per far fronte alle spese di manutenzione e ai rimborsi chiesti dai cittadini. Spesso la manutenzione ordinaria, non è svolta secondo i giusti criteri, che rendono pericolosa la percorrenza delle stesse da parte di automobilisti e pedoni. Un tema molto sentito dalla cittadinanza, costretta a chiedere al comune, in caso di danni alle vetture provocati da dissesti del manto stradale, un risarcimento. Gli incidenti nel 2019 rilevati dalla Polizia Municipale sono stati 87 nei confronti dei pedoni e 445 dei veicoli. Nel biennio 2018/2019 le richieste di risarcimento pervenute all’amministrazione parrebbero essere state 1571. Per l’aumento delle risorse adibite alla manutenzione il comune intenderà accendere altri mutui.
«Ci sono stati continui tagli alle risorse per la manutenzione ordinaria del suolo pubblico negli anni» evidenzia la Consigliera Scanderebech «Le circoscrizioni dal canto loro non riescono a far fronte alle segnalazioni dei cittadini, le buche rimangono come i dissesti ed espongono l’amministrazione e i funzionari a responsabilità civili e penali» Conclude Scanderebech «Preoccupante il numero di interventi dei terzi sul suolo della città, circa 8.500, questo il vero problema da affrontare per questo motivo con la collega Consigliera Marina Pollicino, prima firmataria di un’altra interpellanza presentata insieme, abbiamo chiesto una commissione ad hoc per approfondire il tema e il cronoprogramma che ci è stato consegnato».
Dichiara la Consigliera Pollicino: «Il vero problema delle disfunzioni delle manutenzioni è l’insufficiente numero di personale adibito al reale controllo dei lavori effettuati dai terzi, quei 8.500 interventi dichiarati a verbale dall’Assessora La Pietra. Quando la città dopo un anno riprende in carico quei famosi interventi, non ha più alcun strumento a garanzia per tutelarsi realmente da eventuali spese e la cifra per la manutenzione continua ad aumentare, con essa l’accensione di nuovi mutui».
Paolo Bogliano





