Jonella Ligresti dovrà aspettare ancora un po’ prima di sapere cosa ne sarà della sua richiesta di patteggiamento. La Procura di Torino ha infatti rimandato la decisione a dopo le vacanze natalizie.
La rampolla di casa Ligresti era finita in carcere lo scorso 17 luglio nell’ambito dell’inchiesta Fonsai per falso in bilancio e aggiotaggio coordinata dai pubblici ministeri Vittorio Nessi e Marco Ginaoglio.
Ora mentre la sorella Giulia aveva ottenuto i domiciliari, sulla cui questione era intervenuta anche la ministra Cancellieri per sensibilizzare sulle condizioni di salute della detenuta, e il patteggiamento a due anni e otto mesi, per Jonella la strada sembra più in salita.
Oggi durante l’udienza il gip Sandra Recchione ha concesso ad alcune associazioni di consumatori di rimanere in aula, Codacons, Federconsumatori, Movimento Consumatori, Adusbef e Adoc. «E’ una decisione senza precedenti – ha commentato l’avvocato Tiziana Sorriento del Codacons – con la quale il giudice si è adeguata a una normativa europea, non ancora recepita nel nostro paese, che consente alle parti offese di essere presenti in aula».
Nella prossima udienza fissata per il 28 febbraio il gip divrà decidere «sulla possibilità delle persone offese di interloquire sulla proposta di patteggiamento e se possano costituirsi parte civile in questa fase».
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