di Bernardo Basilici Menini
Per «rispettare la declinazione di genere ed evitare ogni discriminazione» la Regione Piemonte comincerà ad usare nei propri atti i termini “assessora”, “sindaca” e “dottora”. Questo è quello che prevede la Carta d’intenti approvata oggi dal Consiglio regionale, che recepisce i principi e i valori del linguaggio di genere e li applica alle attività amministrative e alla comunicazione dell’ente. La presentazione del documento, intitolato “Io parlo e non discrimino” è prevista per il prossimo 8 marzo alla Cavallerizza Reale, in condivisione con la Giunta regionale, il Comune, la Città Metropolitana e l’Università di Torino.
Sull’argomento è intervenuto il presidente del Consiglio regionale Marco Laus: «Mi piacerebbe che l’esperienza che comincia oggi potesse connotare l’attività del prossimo anno, magari entrando a far parte degli obiettivi delle direzioni. E che il 2016 segnasse almeno una piccola svolta nell’attività ordinaria del Consiglio. Mi piacerebbe inoltre portare questa esperienza all’attenzione della Conferenza nazionale delle assemblee perché possa fare scuola e potenziare gli effetti dell’impegno che insieme stiamo per assumerci».
Il tutto è avvenuto nell’ambito delle linee guida elaborate dall’Unesco e dal Parlamento Europeo per le neutralità del linguaggio per eliminare il sessismo linguistico.





