Al Meisino le volontarie ambientaliste del progetto FiuMare: raccolta,sensibilizzazione e riciclo

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

Al parco del Meisino notiamo dei sacchi pieni di rifiuti e poi lo spuntare dalle frasche di alcune giovani impegnate a ripulire le rive del fiume.   Sono volontarie del progetto itinerante “FiuMare”.  Un progetto di educazione ambientale sull’inquinamento, rivolto soprattutto a fiumi e mari, che coinvolge giovani e giovanissimi fino ai 30 anni, con l’obiettivo di sensibilizzare, attraverso laboratori, mostre e interventi diretti sul territorio, per raccogliere e successivamente riciclare più rifiuti possibili, collaborando con associazioni ambientaliste presenti sul territorio.

“La maggior parte dei rifiuti arriva dal mare e oggi ci stiamo dedicando esclusivamente a raccogliere il polistirolo” dichiara Cristina di ReMida di Bologna, raccontandoci in breve la filosofia di questo progetto itinerante con aula mobile, tra educazione ambientale e sostenibilità, che riunisce volontari anche di altre nazioni grazie alla collaborazione con un associazione norvegese e con il progetto ReMida, impegnato a trasformare i rifiuti in risorse utili, anche sul piano etico.

Una realtà, presente a Torino dal 2006, come Centro di riuso creativo dei materiali di scarto, grazie alla collaborazione del Dip. Educazione del Castello di Rivoli e del Museo di Arte Contemporanea, per sensibilizzare su economia circolare e sostenibilità ambientale con laboratori e corsi di formazione.  

Il tutto ha origine in Emilia Romagna, da iniziative per le scuole dell’infanzia, che si sono via via diffuse anche all’estero.

Il progetto itinerante FiuMare, tra educazione e sostenibilità, è mirato sui troppi rifiuti solidi costruiti e utilizzati dall’uomo che inquinano il mare danneggiando delicati ecosistemi oceanici che, oltre a toccare la fauna marina, già vittima dell’overfishing, alla fine colpiscono anche l’uomo.

La sua azione parte dalle scuole dell’infanzia e primarie (un fatto importantissimo diffondere messaggi ecologisti tra i bambini con esperienze dirette e coinvolgenti) per poi operare anche su oratori, scout e realtà associative in Emilia Romagna.

Il progetto nasce nel 2022 a seguito di una esperienza di volontariato di Cristina Li Pera (ReMida Bologna), con l’organizzazione norvegese Norges Miljøvernforbund che, dal 2016 porta avanti “Education and Beach Cleaning”, convolgendo oltre 15.000 studenti e raccogliendo, con 3mila volontari, oltre 227.000 kg di rifiuti marini.

A seguito di questi viaggi, nel 2023 è nata la mostra “We don’t have a second plan-et”, che racconta i frutti dell’esperienza che ReMida continua a proporre.

Si e ̀ così manifestata la necessità di unire le forze e le competenze per portare avanti un progetto comune.

Le persone interessate ad operare in questa mission ambientalista internazionale possono avere informazioni tramite la piattaforma “Workaway”.

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