Voucher scuola, Grimaldi (LUV): “Metà esclusi e l’altra metà non riesce a spenderlo”

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Non solo i protocolli Covid e la tanto discussa misurazione della febbre. A complicare la vita alle famiglie con figli che ritorneranno sui banchi lunedì anche la questione dei voucher distribuiti dalla Regione ma che in molti non riescono a spendere. 

Lo denuncia il capogruppo di Luv in Consiglio Regionale Marco Grimaldi: “Con il voucher scuola si possono comprare i tablet ma non la cancelleria, eppure le famiglie non cambiano i tablet tutti gli anni, mentre quaderni, astucci e penne sono beni di consumo, così per gli studenti delle scuole elementari, la cui età consente forti sconti o gratuità sui mezzi pubblici e i cui libri hanno un costo sulla famiglia pari a zero o comunque molto limitato grazie anche a convenzioni statali, il voucher scuola è quasi del tutto inservibile: occorre cambiare le regole di spesa e le convenzioni”.

 “A causa dell’emergenza Covid poi – continua Grimaldi –, le attività integrative previste dai piani dell’offerta formativa quest’anno saranno molto ridimensionate e le gite azzerate, pertanto non rimangono molti beni o servizi da acquistare attraverso i voucher scuola, specie per i piccoli studenti delle scuole elementari”.

 “Oltre al danno di avere oltre il 50% di famiglie piemontesi richiedenti escluse dal voucher, vicenda su cui sia a luglio che a settembre sono stati bocciati i nostri atti che chiedevano lo scorrimento della graduatoria e l’inserimento del voucher tra le spese obbligatorie a bilancio – prosegue il capogruppo LUV–, intravediamo la beffa per quelle che hanno visto la propria domanda finanziata: per loro spendere la propria quota sta diventando un’impresa. Se scorriamo i dati degli ultimi anni, il problema non è nuovo: da anni c’è una quota variabile tra il 10 e il 15% di somma stanziata ma non spesa”.

 “Per tutti questi motivi, già da alcuni anni, chiediamo una revisione delle convenzioni – ricorda Grimaldi; anche in virtù delle segnalazioni che arrivano dai genitori e da diversi studi rivendichiamo l’esigenza di rivedere le tipologie di spesa pagabili con il voucher, includendo materiale didattico di uso corrente, la ristorazione scolastica e il pre e post scuola. Lo scorso anno – prosegue Grimaldi – avevamo formulato una proposta di legge che andava in questa direzione, inserendo la mensa scolastica tra i servizi convenzionati ma, dopo un primo via libera con l’approvazione di un nostro Ordine del giorno approvato a larga maggioranza, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno bocciato la nostra legge in Aula. Noi però – conclude Grimaldi – continuiamo a pensare che per il bene delle famiglie, ampliare le spese possibile sia la strada giusta”.

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