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venerdì, 19 Luglio 2024

Video hard nel comune di Nichelino, Catizone accusato di sessismo dalle donne del suo partito

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Se per avere successo bisogna dividere il pubblico allora Pino Catizone, sindaco Pd di Nichelino, ci è riuscito suo malgrado. Già, perchè il primo cittadino del Comune alle porte di Torino è finito al centro delle polemiche per un video osè girato proprio nel suo ufficio e che sta spopolando su You Tube.
Protagonista del filmato, dal titolo “It’s up to me” e che parodia la malapolitica, è la cantante Claudia Padula, in arte Cladì, che in tacchi alti e minigonna fa il suo ingresso nell’ufficio del sindaco, interpretato da un attore, e si esibisce in un seducente balletto sulla scrivania, ripetuto poi anche nella Sala Consiliare mentre è attorniata da uomini a petto nudo.
Ad autorizzare le riprese del video è stato proprio lo stesso Catizone giustificando il suo nulla osta affermando: «Credo nella creatività giovanile e voglio promuoverla». Eppure, per le donne del suo partito che hanno chiesto l’immediato ritiro del video.
A farsene carico Lucia Centillo, portavoce della Conferenza regionale delle Democratiche che ha scritto una lettera aperta al sindaco di Nichelino.«Pur nella consapevolezza dell’intento ironico della ‘parodia’ mi permetto di far rilevare che le disposizioni previste dalla Convenzione di Istanbul e della nuova legislazione di contrasto alla violenza di genere, attribuiscono alla comunicazione un ruolo determinante nel veicolare immagini stereotipate che influenzano comportamenti sociali e orientamenti culturali. La mercificazione del corpo femminile e approcci di tipo sessista sono da considerarsi una lesione della dignità della donna, anche quando l’intenzione presunta è semplificabile o assimilabile a forme di satira o di comicità» si legge nella missiva in cui il ritiro del video è definito non come censura ma come « un’azione di responsabilità di chi considera fondamentale agire sugli aspetti  educativi e comunicativi per promuovere una cultura di genere basata sul rispetto delle differenze e della dignità delle persone».
Il sindaco Catizone era già stato al centro delle polemiche nel 2004 quando era stato eletto e aveva nominato una giunta di soli uomini. Sessismo o golliardaggine? I dubbi restano. Così come viene da chiederci se e quanto il Comune abbia guadagnato dall’affitto dei locali.

 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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