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domenica, 20 Settembre 2020

Vecchi e nuovi alfieri di Appendino. Sfiducia alla Ferrero: firmata da tutti i consiglieri di opposizione, tranne Lavolta e Rosso

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Andrea Doi
Andrea Doi
Giornalista dal 1997. Ha iniziato nel '93 al quotidiano La Nuova Sardegna. Ha lavorato per Il Manifesto, Torino Sera, La Stampa. Tra le sue collaborazioni: Luna Nuova, Il Risveglio del Canavese, Il Venerdì di Repubblica, Huffington Post, Avvenimenti e Left. Dal 2007 a Nuova Società.

È stato protocollata la proposta di deliberazione per sfiduciare la vice presidente del consiglio comunale di Torino Viviana Ferrero.

Un atto di iniziativa consiliare presentata dal capogruppo dei Moderati Silvio Magliano e sottoscritta da altri tredici consiglieri comunali di opposizione, di centrosinistra e centrodestra, tranne Enzo Lavolta e Roberto Rosso. in cui si chiede la revoca dell’incarico istituzionale.

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Evidenzia Silvio Magliano: «Spiccano per assenza le firme dei Consiglieri Lavolta (alfiere di una possibile alleanza PD-5S?) e Rosso (che di nuovo fa un favore ad Appendino). La presenza al tavolo di contrattazione sulla Cavallerizza da parte di Viviana Ferrero è incompatibile con il suo ruolo istituzionale».

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Continua Magliano: «Oltre a me, hanno sottoscritto l’atto i seguenti 13 colleghi: Mimmo Carretta (PD), Chiara Foglietta (PD), Maria Grazia Grippo (PD), Stefano Lo Russo (PD), Claudio Lubatti (PD), Deborah Montalbano (DemA), Alberto Morano (Lista Civica Morano), Osvaldo Napoli (FI), Lorenza Patriarca (PD), Fabrizio Ricca (Lega); Federica Scanderebech (Rinascita Torino), Elide Tisi (PD), Francesco Tresso (Lista Civica per Torino)».

«Prendo atto con stupore che Roberto Rosso (Fratelli d’Italia) dà ancora una volta una mano ad Appendino: evidentemente non ha cambiato idea dai tempi del ballottaggio». Ma se per Roberto Rosso non ci sarebbe nulla di scandaloso visto che al ballottaggio lui indicò Appendino come scelta, resta il fatto che Lavolta, a differenza dei suoi colleghi Dem, preferisca lavarsene le mani.

«Mi stupisce ancora di più – dice Magliano – che il mio successore nel ruolo di Vice Presidente Vicario Enzo Lavolta abbia deciso di non firmare un atto che io invece, da Vice Presidente Vicario, io avrei firmato convintamente, convinto come sono che l’Ufficio di Presidenza non debba essere utilizzato ad usum delphini o per finalità ideologiche e propagandistiche. Non vorrei che questa rinuncia a sottoscrivere l’atto fosse l’ennesima prova dell’intenzione da parte di una componente del PD di mantenere buoni rapporti con i Cinque Stelle in vista di una possibile futura alleanza, scenario per noi Moderati – invece – del tutto inaccettabile».

Aggiunge Magliano:  «Viviana Ferrero  resti pure Consigliera e porti pure avanti le sue discutibilissime battaglie (come quando si schierò dalla parte dei facinorosi contro le Forze dell’Ordine o come quando paragonò i centri sociali agli ospedali); ma non porti più la fascia tricolore, simbolo che dovrebbe rappresentare tutto il Consiglio.  La sua presenza al tavolo di contrattazione sulla Cavallerizza in Prefettura è e resta totalmente incompatibile con il suo ruolo istituzionale. Imbarazzanti e tardive le sue parole di giustificazione, che sono state una toppa peggiore del buco».

«Mi auguro che l’atto arrivi in Aula quanto prima», conclude Magliano.

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