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lunedì, 27 Maggio 2024

Ucraina, Putin denuncia un golpe e non esclude l'uso delle truppe

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Per la prima volta dall’inizio della rivoluzione in Ucraina, Putin parla davanti ai giornalisti. E non azzarda un passo indietro rispetto a quanto espresso nelle settimane precedenti. Il leader del Cremlino, infatti, ha ribadito che secondo lui quanto accaduto a Kiev nelle scorse settimane è il risultato di un golpe, «un’azione incostituzionale» e «una presa del potere con le armi». Ma non ha risparmiato critiche neanche al leader deposto, Ianukovich, privo secondo Putin di «un avvenire politico», anche a causa della sua cattiva gestione della crisi del Paese.
Intanto, però, si distendono i toni rispetto alla possibilità di un intervento delle forze militari russe. Al momento secondo Putin non vi sarebbero infatti le condizioni necessarie all’invio di truppe nei territori dell’ex repubblica sovietica, anche se «la Russia si riserva il diritto di ricorrere a tutti i mezzi per proteggere i russi in Ucraina».
Questa mattina, intanto, il portavoce del Cremilino, Dmitri Peskov, ha reso noto il rientro nelle proprie sedi permanenti delle truppe impegnate fino a ieri in esercitazioni militari proprio al confine con l’Ucraina. Le manovre erano iniziate il 26 febbraio, portando alla mobilitazione di 150 mila uomini, 90 aerei, 120 elicotteri, 880 carri armati, oltre 1200 mezzi di vario genere e 80 navi della flotta del Nord e del Mar Baltico.
Il leader del Cremlino, però, ha tenuto a precisare che le sanzioni annunciate nelle settimane precedenti dai leader occidentali non hanno avuto alcuna parte in queste decisioni. A cominciare dalla minaccia di diserzione del prossimo G8 russo, accantonata da Putin con una scrollata di spalle metaforica. «Se i nostri partner non vogliono venire, non vengano», ha infatti replicato.
Nel frattempo, ha fatto comunque sapere John Kirby portavoce della difesa americana, gli Stati uniti hanno sospeso tutti i legami militari con la Russia, comprese le esercitazioni e le riunioni bilaterali. «La sospensione – ha commentato Kirby – è stata decisa alla luce dei recenti sviluppi in Ucraina e anche se il dipartimento della Difesa ha un interesse nelle relazioni militari con la Russia per rafforzare la trasparenza, migliorare la comprensione reciproca e ridurre i rischi».
Per quanto riguarda invece i rapporti tra Mosca e Kiev, nonostante il tentativo di distensione di quest’ultima a seguito dell’annuncio a interim Oleksandr Turcinov di non approvare la decisione del parlamento ucraino di cancellare la legge che consente più di una lingua ufficiale nel Paese, la situazione è ancora molto tesa.
La prima conseguenza è prettamente economica, fatto non da poco date le condizioni di dissesto finanziario in cui versa l’Ucraina. Il colosso russo del gas, Gazprom, infatti ha annunciato che da aprile verranno sospesi gli sconti sul gas in vigore dallo scorso dicembre. Ad annunciarlo l’ad di Gazprom Alexiei Miller, che ha sottolineato inoltre come Kiev debba alla Russia 1,53 miliardi di dollari per il metano.
Alessandra Del Zotto

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