Torino futura regina delle Smart City

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di Moreno D’Angelo
Il Piemonte potrebbe avere presto una nuova regina sabauda. Torino. Per spiegare meglio di cosa stiamo parlando, bisogna aprire una piccola parentesi sul concetto di “Smart City“. Questo titolo, prevede un insieme di strategie di pianificazione urbanistica e servizi pubblici efficienti grazie a un uso diffuso e intelligente delle nuove tecnologie e conoscenze a beneficio di cittadini, imprese e istituzioni per azioni mirate in particolare su ambiente, mobilità, efficienza energetica e comunicazione. Un passo essenziale oggi per esaltare la competitività di un’area urbana. E Torino, da tempo punta a essere una realtà leader tra le Smart City italiane. La novità è che il piano metropolitano, già avviato con 60 progetti, ora viene esteso a 315 comuni dell’area metropolitana che sono stati invitati a presentare idee e progetti innovativi per migliorare la vita dei cittadini.
«Torino ha le carte in regola per essere la migliore: il territorio con il numero maggiore di buone prassi e, soprattutto, la prima città a condividere questo percorso anche con tutto il suo territorio metropolitano» ha affermato con una punta di orgoglio l’assessore comunale all’Ambiente Enzo Lavolta nel corso del seminario “Verso una smart city metroplitana”, che si è svolto oggi al Teatro Astra con una folta partecipazione di sindaci, amministratori pubblici, rappresentanti di centri di ricerca e imprenditori.
Il discorso è partito un anno fa con 45 idee per la Torino del futuro espresse nel Master Plan Smile (Smart Mobility,Inclusion, Life & Health, Energy, Integration) che sono state la base per lo sviluppo di 60 progetti innovativi.
Tutti questi progetti riguardano in maniera concreta al tema dell’efficienza energetica attraverso un monitoraggio diretto alla riqualificazione degli edifici pubblici e ad un miglioramento dell’illuminazione pubblica. Altri punti sono lo sviluppo del car sharing elettrico. L’ulteriore ampliamento del bike sharing e per un utilizzo sempre maggiore della rete di trasporti pubblica resa efficiente e ben interrelata tra i vari mezzi di trasporto. (intermodalità). Il discorso di città intelligente non poteva non coinvolgere le scuole con programmi diretti alla sostenibilità ambientale.
Un aspetto fondamentale visto che tutti i piani e nobili discorsi di efficienza, risparmio energetico e difesa dell’ambiente passano attraverso una generalizzata presa di coscienza civica collettiva a cominciare dai più giovani.
SI apre quindi un’importante fase in cui progetti ed esperienze vengono discussi e condivisi con altri comuni del territorio per fare dell’area metropolitana torinese un’avanguardia in questi comparti innovativi.
L’ambizioso obiettivo di vedere l’area metropolitana torinese candidata come migliore prassi a livello nazionale sulla piattaforma italiana delle Smart City va avanti con decisione anche grazie alla collaborazione dell’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e Agid (Agenzia per l’Italia Digitale).
Nei primi mesi del 2015 la piattaforma nazionale delle Smart City sarà online e sarà un’importante vetrina visitabile da ogni parte del mondo che potrà verificare il livello raggiunto in innovazione e efficienza dalle nostre città.
Particolarmente coinvolto ed entusiasta dell’iniziativa il sindaco di Torino Piero Fassino. Nel suo ruolo di presidente nazionale dell’Anci ha ricordato come l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani nel 2014 abbia dato vita all’Osservatorio Nazionale delle Smart City: «Uno strumento efficace per osservare e comprendere le migliori esperienze smart di realtà comunali e quindi di replicarle sul proprio territorio».
Un soggetto che oggi monitora e favorisce lo comunicazione tra ben 85 Comuni d’Italia. Per Fassino questo dialogo e l’azione di coordinamento e scambio è quanto mai preziosa e da sviluppare. Un piano che coinvolge oltre agli amministratori locali e funzionari anche esperti e accademici, attraverso la costituzione di tavoli di coordinamento, seminari, laboratori di coprogettazione. Per il primo cittadino questa è una vera priorità che si basa su azioni di condivisione sul piano informativo ed esperienziale in materia di smart city. Nel corso della conferenza sono stati illustrati ben 19 progetti che interessano le seguenti realtà territoriali: i Comuni dell’unione Net (Borgaro T.se, Caselle T.se, San Benigno, San Mauro, Settimo T.se , Volpiano), i Comuni aderenti al patto Territoriale Zona Ovest (Alpignano, Buttigliera Alta, Collegno, Druento, Grugliasco, Pianezza, Rivoli, Rosta, San Gillio, Venaria Reale, Villarbasse ) che con “NEW GREEN” hanno avviato un programma di “efficientamento” degli edifici pubblici riunendo sotto lo stesso programma diversi progetti locali.
Un quadro positivo che consente di pote candidare Torino come modello nazionale di “Smart metropolis”.
Purtroppo a queste belle e illuminanti iniziative fanno da contraltare le condizioni dei trasporti verso tanti Comuni della nostra provincia, i ritardi e i problemi per una gestione efficiente, i rifiuti, le varie forme di inquinamento persistenti e i troppi spechi nelle strutture pubbliche. (illuminazione, riscaldamento), nonostante importanti passi avanti e una nuova sensibilità emergente.
È perciò fondamentale che tutti questi discorsi, dalle sigle spesso poco comprensibili, siano parte importante, come detto, del coinvolgimento dei più giovani attraverso corsi e lezioni per una città davvero intelligente. Nel Piemonte non mancano le eccellenze purtroppo è il livello medio dei servizi che deve essere migliorato in un momento in cui i cittadini sono sempre più sfiduciati e colpiti dalla crisi.

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