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giovedì, 9 Aprile 2020

Spunta una pistola nell’omicidio Rosboch. Si ipotizzano collegamenti con l’esecuzione dell’ex panettiere

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Moreno D’Angelo

Spunta una pistola. Come in un vero cold case, ambientato nel Canavese , continuano i colpi di scena a tenere viva l’attenzione sull’omicidio dell’insegnante di Castellamonte e si ventilano possibili collegamenti con l’uccisione del pregiudicato Pierpaolo Pomatto, giustiziato con un colpo di pistola alla nuca il 19 febbraio. Roberto Obert ,53 enne di Forno canavese  arrestato per l’omicidio di Gloria Rosboch, (insieme al Defilippi e alla  madre di quest’ultimo Caterina Abbattista), nel corso dell’interrogatorio di garanzia, davanti al Gip Marianna Tiseo, ha parlato di una pistola che gli sarebbe  stata consegnata da Defilippi e che avrebbe poi sotterrato.  La pistola poi nascosta nei boschi del canavese è oggetto delle ricerche degli investigatore.
Roberto Obert ha anche fornito dettagli sull’arma: «Era una semiautomatica, i proiettili erano simili a quelli in uso alle forze di polizia. Gabriele me l’aveva fatta vedere per vantarsi  poi me la consegnò il 14 gennaio».  Ha poi aggiunto: «Io ho avuto paura  e l’ho sotterrata nella zona di Rocca Canavese». Il 14 gennaio è il giorno in cui l’insegnante fu barbaramente uccisa.

Non vi sono al momento riscontri dell’arma. Secondo il racconto di Obert oltre alla pistola il suo ex giovane amante Gabriele Defilippi gli consegnò anche una busta piena di banconote da 50 e 100 con la scritta “fac simile” che sostiene di aver bruciato. Banconote fac simile e pistola hanno fatto immediatamente risalire gli inquirenti all’altro omicidio canavesano che ha riguardato il 66enne Pierpaolo Pomatto di Feletto Canavese, giustiziato con una pistola mai trovata e abbandonato nei boschi tra diverse banconote- facsimile. Di fatto per adesso non sussistono riscontri investigativi che colleghino  i due casi che hanno insanguinato il canavese ma il ritrovamento della pistola, e altri dettagli forniti dai due ex amanti, che   ora agli  arrestati si scaricano le responsabilità, potrebbe chiarire se i suoi proiettili siano compatibili con quelli che hanno ucciso l’ex panettiere di Feletto

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