Non era su nessuna scaletta provata per mesi questo inizio del Festival di Sanremo. Già, perchè ad aprire la sessantaquattresima edizione della kermesse canora è stato un blitz di protesta fuori programma.
Infatti, due lavoratori dei consorzi dei bacini di Napoli e Caserta sono saliti sulla balaustra delle luci, proprio sopra il palco, e hanno gridato fino ad attirare l’attenzione del pubblico e del presentatore Fabio Fazio che ha dovuto interrompere il discorso di apertura.
I due hanno chiesto al conduttore di leggere una lettera in cui spiegavano le difficoltà lavorative che stanno attraversando, nella speranza di essere così ascoltati dagli italiani dal momento che non sono stati ricevuti da nessuna istituzione.
Così, dopo che Fazio ha parlato con loro e preso in consegna la sua lettera i due lavoratori sono stati fatti scendere sotto l’occhio attento della sicurezza.
Un momento che testimonia la complicata fase che sta vivendo il nostro Paese e che resterà anche nella storia del Festival di Sanremo. Proprio come era stato per Giuseppe Pagano, l’uomo che nel 1995 era salito in galleria e minacciava di volere suicidarsi buttandosi sulla platea dell’Ariston, convinto a desistere da Pippo Baudo. Anni dopo si scoprì che quella scena era stata programmata da tempo. Oggi, quanto fatto dai due lavoratori campani, è invece l’espressione di un disagio e di una disperazione che li accomuna a milioni di italiani.
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