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giovedì, 18 Luglio 2024

Sacerdoti, esoterismo e digiuni purificatori: ecco cosa c'è dietro la morte di Fourrè

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Si facevano chiamare “sacerdoti” e organizzavano con alcuni amici feste per celebrare la luna piena. È questo il contesto in cui vivevano Alain Fourrè, il 62enne morto per un digiuno purificatore, e la sua compagna, la 48enne Claire Guichard ricoverata in gravi condizioni di denutrimento.
Entrambi francesi, da alcuni anni si erano trasferiti a Issiglio, non distante da Ivrea, dove avevano ristrutturato una vecchia stalla trasformandola in un moderno appartamento. Volevano una vita a contatto con la natura, ma forse il loro progetto si è spinto oltre.
In base a quanto avrebbe raccontato la donna al procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando il compagno era convinto che cibo e aria rovinavano la persona e per questo aveva intrapreso una dieta a base di sola acqua per ritrovare “l’innocenza dei bambini”. Tre settimane senza cibo fino a che sabato scorso Alain, ormai ridotto a uno scheletro, ha un malore. Il personale del 118 tenta di effettuare un massaggio cardiaco ma ormai è troppo tardi, mentre in barella portano via Claire che sentendosi debole aveva interrotto il digiuno qualche giorno prima.
Ma è lo scenario che trovano in casa i Carabinieri: fogli e biglietti scritti in francese con frasi che sembrano preghiere, “Silenzio per Maria”, “L’ascensione dell’umanità, la fonte Maria, Maria la Luce” e poi ancora “l’uomo nuovo potrà nascere solo affidandosi alle mani delle donne e alle loro cure”. E nel giardino un piccolo tempio con sassi, simboli e braciere. Troppe coincidenze per non far sospettare che dietro quella pratica di digiuno non ci sia l’ombra di una setta. Ancora molto resta da chiarire in questa vicenda, ma pare che proprio la coppia fosse il fulcro di un gruppo di adepti del piccolo paesino, una “comunità dei boschi”. Avevano scelto un nome da usare con i loro “seguaci”, Alain era Djesaelè, Claire Savenca, facevano feste danzanti per la luna piena e sedute di meditazione nei boschi. Quello che ancora non è dato sapere è quanti fossero a partecipare a questi rituali, anche perchè nel piccolo paesino le bocche sono cucite e nessuno sembra sapere nulla delle pratiche della coppia francese.

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