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giovedì, 21 Gennaio 2021

Quando cesserà l’umiliazione degli insegnanti?

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Marco Grimaldi

In questo momento molti insegnanti vincitori di concorso stanno manifestando davanti all’Ufficio Scolastico Regionale. La situazione è a dir poco kafkiana:il 13 settembre 2016 sono avvenute le immissioni in ruolo degli insegnanti vincitori del concorso a cattedre 2016 per le classi A11, A12, A28 e A31, in base all’Art. 1 commi 79, 80, 81, 82 della L. 107/2015 (la “Buona scuola”), ossia in base al principio tanto difeso dal Governo della chiamata diretta per competenze da parte dei dirigenti scolastici. Tuttavia, i bandi emessi dalle scuole per ricevere le candidature e avviare le chiamate scadevano il 13 settembre stesso, cosicché in quella data il Miur ha disposto che i docenti potessero accedere, attraverso la piattaforma polis del Miur, alla selezione almeno di una scuola di preferenza e alla pubblicazione del proprio curriculum sulla piattaforma, ovviando così all’avvenuta scadenza del bando. Se non che, la piattaforma è rimasta inagibile per l’intera durata del giorno seguente, perciò alcune scuole hanno deciso di riaprire il bando, i candidati hanno inviato le proprie domande e molti di loro hanno firmato la presa di servizio, in totale acquiescenza delle dirigenze scolastiche.

Tutto bene? Per nulla. Alle 18 del 15 settembre quasi tutti i vincitori di concorso, anche coloro che avevano ottenuto l’incarico, hanno ricevuto un’e-mail in Posta Elettronica Certificata da parte del Ministero, con la quale i neoimmessi in ruolo venivano assegnati ‘a random’ in posti diversi da quelli di preferenza, tanto che alcuni sono stati destinati a scuole in cui non risulta disponibilità di cattedre, pertanto l’assegnazione è avvenuta senza valutare i fabbisogni delle scuole. Non solo: mentre venivano obbligati a formalizzare la propria presa di servizio nelle scuole indicate dal Miur, ‘informalmente’ venivano a sapere che la presa di servizio sarebbe stata provvisoria e che probabilmente sarebbero stati richiamati in ordine di graduatoria, in contrasto con la Legge 170.

Insomma, a quanto sembra il Ministero, spinto dall’urgenza di raggiungere l’obiettivo dell’immissione in ruolo dei docenti entro il 15 di settembre, ha agito contro la stessa Legge 170, in contrasto cioè con il principio della chiamata diretta per competenza.

Ho appena presentato un’interrogazione urgente per sapere come la Regione intenda muoversi presso il Ministero e l’Ufficio Scolastico Regionale per verificare la situazione e sollecitarne una rapida soluzione in conformità con la legge.

Mi domando quale credibilità abbia un Governo che partorisce leggi pasticciate e poi, per inadempienza e approssimazione, non le applica neanche. Mi domando quanto ancora debbano essere umiliati gli insegnanti in questo Paese, persone senza la cui vocazione il nostro tessuto sociale si sgretolerebbe definitivamente.

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