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domenica, 21 Luglio 2024

Piemonte primo contro la violenza di genere: al via il Codice Rosa e le campagne di sensibilizzazione nelle scuole

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di Bernardo Basilici Menini

La Regione Piemonte è la prima in Italia ad adeguarsi alle direttive nazionali nella lotta attiva contro la violenza di genere. Nella giornata di ieri, infatti, il Consiglio Regionale ha approvato il disegno di legge che ha istituito il Codice Rosa, uno strumento che prevede l’attivazione negli ospedali e nelle altre strutture sanitarie di un percorso di tutela per le donne vittime di violenza, oltre alla costituzione “di gruppi multidisciplinari finalizzati a fornire assistenza giudiziaria, sanitaria e sociale”, in linea con le direttive de Parlamento nazionale.

Nell’ambito del percorso di tutela, per le donne vittime di violenza è previsto un’azione di accompagnamento e sostegno effettuata da equipe formate da ginecologhe, pediatre, ostetriche, psicologhe, assistenti sociali e infermiere, oltre che l’esenzione del ticket sanitario.

Tra le altre novità, è previsto l’affiancamento del codice rosa agli altri codici di gravità del ricovero sanitario, la creazione di un Tavolo di coordinamento regionale dei centri antiviolenza e del centro esperto sanitario.

Sul tema è intervenuta Monica Cerutti, Assessore alla Pari Opportunità della Regione Piemonte: «Cominceremo presto un giro dei centri antiviolenza e delle case rifugio presenti sul territorio regionale nell’ottica di sostenere e confrontarci con tutti gli operatori e le operatrici che quotidianamente si danno da fare per sostenere le vittime di violenza. Ci è stato anche chiesto di ampliare le attività a favore degli autori di violenza cosa che in parte già stiamo facendo».

Altra importante innovazione della legge è la creazione di campagne per la sensibilizzazione, con al centro il tema del rispetto dei diritti della persona e della parità tra uomini e donne, che vedranno negli studenti delle scuole medie e superiori i principali destinatari.  Grande soddisfazione espressa da Marco Grimaldi , consigliere di Sinistra Ecologia e Libertà, tra i principali promotori del provvedimento: «Sono molto contento di quanto abbiamo fatto fino a qui, ma adesso dobbiamo spingerci oltre: ci vorrebbe una legge nazionale sul tema dell’educazione sentimentale- ha detto Grimaldi.

«Quando parliamo di violenza di genere siamo tutti d’accordo –prosegue il consigliere di Sel– ma se poi si decide di mettere in discussione i ruoli, allora cominciano gli strali e le grida contro l’ideologia gender. Bisogna capire che la violenza di genere esiste proprio perché ci sono delle idee preconcette nella nostra società, piena di pregiudizi maschilisti: se una bimba piccola alza le mani allora viene etichettata come un “maschiaccio” e se un bimbo piange viene diventa “femminuccia».

«Noi dobbiamo lasciarci alle spalle queste definizioni dei ruoli. Poi, ovviamente, non parliamo di un rimedio totale, ma comunque di un punto fondamentale per poter inquadrare e combattere il fenomeno», conclude Grimaldi.

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