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martedì, 23 Luglio 2024

Parte la petizione per riaprire i Murazzi che i magistrati vorrebbero chiusi per sempre

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

I Murazzi, uno dei simboli della città e punto di riferimento per tanti giovani, tornano ad essere al centro della polemica legata alla movida torinese e ai guai giudiziari ben noti.
Infatti, con l’accusa di abuso d’ufficio in merito alla concessione dei locali delle arcate del Po erano finiti nel registro degli indagati l’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino, prima di essere depennato definitivamente e poter così diventare il nuovo aspirante governatore del Piemonte, l’ex assessore al Commercio della giunta presieduta dal “Chiampa”, Alessandro Altamura, e l’allora city manager Cesare Vaciago.
Ora che manca poco al ritorno dell’estate, i gestori, i commercianti e ragazzi che non ci stanno a essere additati come disturbatori notturni, rivendicano le loro serate sulle sponde del Po, rievocando la bellezza e l’importanza dei locali che sorgevano in riva al fiume. «Rivogliamo i Murazzi, quelli veri, creativi, quelli che hanno acceso scintille di trasformazione importanti, contribuendo a cambiare volto e abitudini di una città spenta e provinciale. Quelli che hanno ispirato artisti e musicisti di tutta Italia rendendo Torino una città più internazionale», scrivono nella petizione indirizzata al sindaco Piero Fassino, all’assessore per le Pari opportunità Ilda Curti e quello al Patrimonio Gianguido Passoni.
Chiedono quindi di essere ascoltati e capiti perché quei locali, oggi abbandonati, non erano solo un punto di ritrovo per i giovani e una tappa per i turisti, ma anche spazi in cui la libertà, l’arte e l’innovazione prendevano vita. Chiedono soprattutto che i Murazzi riaprano prima di quest’estate, magari con «un bando pubblico per assegnare le arcate sulla base di criteri culturali, creativi, sociali. Non sulla base del miglior offerente, sicuro metodo per riempire nuovamente l’area di operatori inadeguati promulgatori naturali di sballo e frastuono».
Insomma un’iniziativa importante affinché i Murazzi possano risorgere dalle loro stesse ceneri non restando solo un ricordo, ma tornino a essere una realtà.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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