Ergastolo con isolamento diurno per due mesi. È questa la pena richiesta dal pubblico ministero Vito Destito per Daniele Ughetto Piampaschet, l’uomo accusato dell’omicidio della prostituta nigeriana Anthonia Egbuna, il cui corpo fu ritrovato in avanzato stato di putrefazione nel Po a San Mauro Torinese nel febbraio 2012.
Per l’accusa il delitto sarebbe avvenuto a novembre 2011, il 28 novembre, perché in quel giorno il telefono della donna smise di funzionare. Il movente sarebbe la gelosia.
I carabinieri avrebbero trovato, durante le indagini, due romanzi “La rosa e il leone” e “Il braccialetto di corallo” in cui l’uomo avrebbe anticipato l’omicidio. Sarebbero queste le prove, la confessione extragiudiziale, che avrebbe portato all’arresti di Piampaschet nell’agosto del 2012, dopo che era tornato da Londra dove aveva fatto il volontario alle Olimpiadi.
Ma per l’accusa a incastrare l’uomo ci sarebbero anche l’improvvisa cessazione di comunicazioni tra lui e la vittima dal giorno ipotizzato per il delitto; la presenza di sangue della vittima sui sedili di una delle sue automobili.
© RIPRODUZIONE RISERVATA





