Nuovi guai giudiziari per Mauro Rinaldi, primario di cardiochirurgia delle Molinette, già sotto processo per un trapianto che avrebbe eseguito solo per mascherare un precedente errore. Infatti, la procura di Torino ha aperto un fascicolo a suo carico dopo la morte misteriosa di un paziente sottoposto a trapianto.
I fatti risalgono allo scorso febbraio quando Antonio Fusaro, agricoltore 29enne, fu ricoverato all’Ospedale Maggiore di Novara per un intervento sulla valvola mitralica che era difettosa. Ma qualcosa andò storto e il cuore, operato con un’apparecchiatura mai usata prima, non ripartì. Il paziente fu quindi tenuto in coma farmacologico e trasferito alle Molinette di Torino. Qui, il 19 febbraio l’equipe di Rinaldi lo sottopose a un trapianto di cuore. Tuttavia, cinque giorni dopo morì.
A denunciare l’accaduto i parenti dell’uomo che insospettiti dal comportamento dei medici hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Torino finito sulla scrivani del pubblico ministero Laura Longo che ha disposto l’autopsia sul corpo di Fusaro di cui si aspettano i risultati per decidere poi se sarà il caso di iscrivere qualcuno nel registro degli indagati.
Come detto, il nome Rinaldi non è la prima volta che finisce nei fascicoli della procura. Addirittura, lo scorso 6 febbraio il pm Paolo Toso ha chiesto per il cardiochirurgo sette anni per frode processuale, falso ideologico e peculato. L’accusa riguarda il trapianto di cuore a cui nel 2008 fu sottoposto una paziente per nascondere l’errore commesso da un collaboratore di Rinaldi in un precedente intervento durante il quale fu chiusa per errore un’arteria. Nonostante la donna fosse in coma irreversibile, secondo la ricostruzione degli inquirenti, non solo fu deciso di tentare il nuovo intervento ma avrebbero poi manomesse anche le cartelle cliniche per nascondere l’accaduto.
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