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martedì, 22 Settembre 2020

L’Agenda per “Torino 2031”, civismo e centro sinistra fanno prove di coalizione

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Prima uscita ufficiale, a Q35 di via Quittengo, per l’Agenda Torino 2031, l’anima civica del centrosinistra che si prepara alle prossime amministrative. Ad aprire gli interventi, a ciascuno pochi minuti secondo una timeline ben scandita, Federico De Giuli, che con il suo “Laboratorio civico” è tra i promotori dell’Agenda e che ha dalla sua l’esperienza di un altro civismo, quello del padre Mario che trent’anni fa lanciò Valentino Castellani. “Abbiamo raccolto qui i rappresentati di gran parte della città di centrosinistra – ha spiegato De Giuli – Vogliamo parlare di contenuti, delle priorità per la prossima amministrazione per trovare i punti di convergenza e fare leva sulla concretezza dei cittadini che chiedono di essere bene amministrati”. 

Ad alternarsi sul palco mondo civico e mondo politico, con diversi rappresentanti della sinistra: dal Partito Democratico con alcuni dei suoi esponenti più in vista in città, a Luv con Marco Grimaldi, i Radicali di Silvio Viale, Azione con Claudio Lubatti. 

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Il capogruppo Pd in Consiglio comunale, Stefano Lo Russo, ha dettato alcuni temi su cui la prossima amministrazione dovrà dedicarsi con attenzione. Si è soffermato sulla necessità di “ripensare la questione urbanistica e sperimentare nuove modalità della gestione patrimonio pubblico”, oltre all’attenzione per il settore dell’automotive e per il Parco della Salute. 

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Il segretario piemontese del Pd Paolo Furia ha salutato da biellese che si augura “che Torino possa ripartire per essere uno grande città alla guida di una regione importante”. “Stiamo già avviando discorsi a livello di coalizione perché dobbiamo mobilitare un popolo – ha proseguito Furia – La gente è arrabbiata e per questo vota una destra che potrà nascondersi dietro candidato civico, ma che è pur sempre quella di Salvini e Meloni”.

Sulla stessa linea anche il segretario metropolitano Dem Mimmo Carretta: “Torino paga lo scotto di 4 anni di scelte sbagliate, ma ora deve riprende a vivere. Abbiamo bisogno di chi è pronto per andare avanti. Dal confronto di idee verrà fuori il candidato”, ha concluso.

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