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domenica, 14 Luglio 2024

Italia nella top ten della Fisica grazie a neutrini, reti galattiche, supernove e un trapano

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Moreno D’angelo

Un trapano italiano porta l’Italia nella top ten del mondo. Si tratta del macchinario che nell’ambito della missione Rosetta ha consentito di scavare la superficie della cometa.
L’ambito riconoscimento annuale è a cura dalla rivista scientifica Physics World, espressione dell’autorevole istituto di fisica britannico, che premia i dieci lavori che hanno avuto un impatto fondamentale nella ricerca a livello mondiale. Tra questi, ben quattro sono frutto di ricercatori italiani anche se, alcuni sono operanti in centri di ricerca all’estero che hanno contribuito a portare il nostro Paese nell’Olimpo della fisica mondiale.
In primo piano l’importante contributo fornito dall’Italia alla missione Rosetta, che nella sua esplorazione nel sistema solare, è riuscita per la prima volta a far atterrare su una cometa un vero e proprio laboratorio, con il lander Philae. Mezzo che ha portato un sofisticato trapano, frutto della tecnologia italiana, a scavare la sua superficie. Tali ricerca ha consentito di approfondire la conoscenza di questi oggetti che possono dire molto sulle origini del nostro universo. I risultati dello “scavo” hanno contribuito a rimettere in discussione alcune consolidate ipotesi che vedevano le comete come principali portatrici di acqua sui pianeti (e anche di vita).
Premiato anche un importante studio di sette anni, (noto come borexino), condotto dai nostri ricercatori nei laboratori del Gran Sasso sull’energia solare. Nel dettaglio gli scienziati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) sono riusciti, sotto 1400 metri di roccia, a misurare in tempo reale l’energia che fa brillare il Sole. Insomma da dove arriva la sua luce, come si caratterizzano le sue esplosioni nucleari, misurare il vero motore che aziona la nostra stella. Il dato rilevante è che, per la prima volta, tale complicata misurazione non è stata fatta con dei radiotelescopi ma è avvenuta studiando quelle particelle misteriose e infinitesimali dette “neutrini” frutto dalle reazioni nucleari della nostra stella. Un dato emerso è la costanza del flusso energetico solare dopo centomila anni.
Altro studio riconosciuto nella top ten è l’importante lavoro di due ricercatori italiani che, operando presso l’Università di Oxford, sono riusciti a riprodurre in laboratorio uno dei fenomeni più spettacolari del cosmo: l’esplosione di una supernova.
Premiato infine l’affascinante e quanto mai complesso studio di Sebastiano Cantalupo, un altro ricercatore italiano che opera presso l’Università della California a Santa Cruz e che ha analizzato quei “filamenti” della rete cosmica che collega le galassie. Si tratta dei primi passi in una realtà complessa che deve fare i conti con materia e energia oscura, con logiche che proiettano in campi affascinanti come la reale dimensione e natura del nostro universo, a patto che ve ne sia solo una…

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