Il sindaco di Torino Piero Fassino chiede che si voti di nuovo per la presidenza della Regione Piemonte. Il primo cittadino del capoluogo subalpina, in linea con il centrosinistra nazionale e locale, si schiera con il ritorno alle urne. «Al di là degli aspetti strettamente giuridici delle vicenda – dice infatti – non c’è dubbio che con il pronunciamento odierno del Tar si pone la necessità di dare alla Regione Piemonte un Consiglio e una Giunta che siano pienamente legittimati e riconosciuti dai piemontesi, obiettivo che può essere realizzato unicamente con nuove elezioni».
Dello stesso avviso, del resto, è il deputato Andrea Giorgis, presidente del Partito Democratico del Piemonte: «Il Pd ha sempre sostenuto che Cota deve andare a casa per due ragioni fondamentali – dichiara – perché la Giunta di centrodestra in questi anni non ha fatto nulla per affrontare i gravi problemi della nostra Regione e perché l’inchiesta sui rimborsi ha rivelato il deficit etico dell’attuale classe politica di centrodestra».
Anche Aldo Reschigna, capogruppo regionale del partito, la pensa così. «Di fronte ai gravi problemi del Piemonte – dice – la responsabilità delle forze politiche impone il ritorno il più in fretta possibile al voto, con la tornata elettorale di maggio delle europee. Sarebbe irresponsabile se il centrodestra mettesse in atto comportamenti per dilazionare il voto e posticiparlo al prossimo autunno».
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