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lunedì, 15 Luglio 2024

Il ministro Giannini inaugura l'anno accademico del Politecnico. Fassino contestato da studenti e sindacati

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Questa mattina al Politecnico di Torino si è svolta la consueta cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico.
Presenti all’incontro il Rettore dell’ateneo Marco Gilli, affiancato dal sindaco Piero Fassino, dal neo ministro all’istruzione Stefania Giannini e dall’ex ministro Francesco Profumo, tutti invitati per l’occasione.
All’esterno era presente un presidio di studenti e dei Comitati Unitari di Base, Cub, che hanno contestato l’evento e il primo cittadino al momento del suo arrivo.
Gli studenti hanno criticato duramente il dispiego di forze dell’ordine all’interno dell’Università che ogni anno si ripete in occasione della cerimonia per evitare il timore di contestazioni agli ospiti istituzionali di turno.
Dalla facciata del Politecnico è stato calato uno striscione che recitava “Renzi stai sereno: chi semina precarietà raccoglie tempesta”, mentre nel cortile dell’ateneo è stato organizzato un punto informativo che spiegava le ragioni di opposizione al “Jobs Act” recentemente stilato dal nuovo governo.
Per quanto riguarda invece il Rettore Gilli, l’inaugurazione è stata l’occasione per esporre alle cariche istituzionali presenti la situazione in cui versa l’istruzione italiana, con particolare attenzione al contesto torinese e a quello del Politecnico. Il Rettore ha puntato il dito contro quello che ritiene essere un apparato burocratico eccessivo, affermando che «Ci sono leggi, leggine e circolari che ci obbligano a declinare alla burocrazia risorse ingenti che distolgono gli atenei dalla loro attività principale». Gilli si è però anche detto ottimista rispetto al confronto che lo attendeva col ministro Giannini perché lei stessa ha ricoperto in passato la carica di Rettore all’Università di Perugia, per la quale è peraltro indagata per alcune spese poco chiare.
Da parte sua, il ministro ha colto l’occasione per esporre le proprie idee rispetto alle politiche che intende attuare in materia di istruzione: «L’obiettivo è raggiungere nel 2020 il 40% di laureati, noi siamo al 18% quindi abbiamo indicato un obiettivo del 27%. È chiaro che si tratta di un cammino in salita e molto faticoso».
E in materia di borse di studio (che in Piemonte versano in una situazione particolarmente disastrosa a causa dei tagli pesantissimi effettuati negli ultimi anni dalla giunta regionale, ha dichiarato di voler puntare tutto sul merito, sostenendo che è necessario «aumentare la qualità di base da un lato e dall’altra individuare misure a favore dei capaci e meritevoli».
Una politica che va di pari passo con quella del Rettore del Politecnico, che alcune settimane fa ha annunciato l’introduzione di un’esenzione dalle tasse per gli studenti migliori.
Una proposta che però ha anche sollevato polemiche e dubbi, soprattutto da parte di alcuni studenti che affermano che la retorica del merito non tiene conto delle diverse condizioni di partenza di chi si iscrive all’Università: molti sono costretti a lavorare per pagarsi le tasse e quindi ad allungare la propria permanenza al Politecnico e negli altri atenei. Ad essere contestato è anche il sistema dei cosiddetti “prestiti d’onore”, già in uso in altri paesi, che indebita gli studenti fin dai primi anni di studio e che per quanto riguarda Torino verrebbe gestito dalla compagnia di San Paolo.

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