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mercoledì, 28 Settembre 2022

“Il manicomio dei bambini” . La voce di un ex recluso di Villa Azzurra

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Alberto Gaino

Questo racconto è il primo pezzo del libro – Il manicomio dei bambini – che ho scritto con la psichiatra Caterina Corbascio e abbiamo pensato di collocarlo in testa a tutto il resto perché rappresenta la testimonianza di Beppe, nome di fantasia, che è uno dei pochissimi a poter ricordare che cosa fu l’Istituto Psico Medico Pedagogico di Grugliasco, più noto come “Villa Azzurra”. Molti dei bambini che vi furono ricoverati negli anni 60 e 70 sono morti o vivono in comunità, con ricordi frammentari del loro passato o non sono rintracciabili.

Noi abbiamo consultato le loro cartelle cliniche e con altrettanti nomi di fantasia abbiamo ricostruito le storie di una parte di loro che compongono – insieme alle relazioni medico-statistiche di fine anno, i verbali del consiglio di amministrazione dell’Opera Pia che amministrava gli Ospedali Psichiatrici di Torino – una storia corale di segregazione, sofferenze, abusi (legati in particolare, ma non solo, alla figura di un medico discusso, Giorgio Coda) che nessuno aveva mai raccontato dando voce agli “ineducabili” o agli “arnesi”, così come venivano chiamati allora i bambini dimenticati di Villa Azzurra.
Il nostro libro è anche molto altro: non si ferma al passato. Ma ora e qui, in attesa della pubblicazione, anticipiamo, grazie a Nuovasocietà, il lucido racconto di un sopravvissuto.

L’articolo completo sul numero cartaceo di giugno di Nuovasocietà

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