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mercoledì, 22 Maggio 2024

Fim contro Fiom: “Basta scioperi strumentali e fallimentari”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Bernardo Basilici Menini

Secondo la Federazione Italiana Metalmeccanici solo 30 lavoratori su 2.300 hanno aderito allo sciopero di mezz’ora per turno indetto dalla Fiom a Cassino, alla vigilia dell’inizio della produzione della nuova Alfa Giulia. Dato che ha portato la Fim all’attacco: «Le percentuali di adesione dovrebbero far riflettere la dirigenza Fiom che ha indetto lo sciopero contro lo spostamento della mezz’ora retribuita a fine turno e il nuovo sistema delle pause – afferma Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim – Questo dopo l’investimento di oltre un miliardo fatto sulla nuova linea della Giulia. Ormai a ogni ripartenza produttiva di un nuovo investimento segue la dichiarazione di sciopero Fiom, con una bassissima adesione dei lavoratori. Lo è stato per il lancio delle nuove produzioni di Melfi di 500X e Jeep Renegade, nonostante gli oltre 1.850 lavoratori assunti a tempo indeterminato, si è ripetuto in Sevel, in Val di Langro, per le produzioni del nuovo Ducato, nonostante le 350 assunzioni e per la crescita nella produzioni di Panda e nelle fabbriche di motori del gruppo»

Secondo Uliano «La situazione di Sevel è emblematica, dopo il fallimento di una serie di scioperi dichiarati tra fine e inizio anno, nella giornata di ieri si è ripetuto l’iniziativa con una adesione di circa 80 persone su 6.300 presenti nei tre turni. La nostra azione sindacale è chiara: impegnare il gruppo Fca a proseguire sugli investimenti decisi, per dare prospettive occupazionali, e le erogazioni salariali pattuite con il contratto sottoscritto il 7 luglio 2015».

Quindi l’attacco frontale alla Fiom: «La loro posizione è strumentale e serve solo a creare sterili situazioni di conflitto senza alcun obiettivo concreto per i lavoratori».

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